Chi aggiorna i driver grafici direttamente da Intel, AMD o NVIDIA si aspetta più prestazioni, nuove funzioni e maggiore stabilità. In alcuni casi, però, Windows Update interviene e reinstalla un pacchetto più vecchio approvato dall’OEM, riportando indietro versione e funzionalità.
Il fenomeno può causare la perdita di ottimizzazioni, profili gioco, accelerazione hardware o persino il malfunzionamento di software come AMD Adrenalin. Microsoft ha ora chiarito il motivo di questo comportamento e ha anche annunciato una modifica al sistema di distribuzione dei driver grafici in Windows 11 e Windows 10.
Windows Update e i driver GPU: perché avviene il downgrade
Il punto centrale non è il numero di versione, ma il modo in cui Windows classifica i pacchetti driver. Nel catalogo di Windows Update contano soprattutto gli identificatori hardware e il ranking costruito attorno agli HWID del dispositivo. Per le GPU, il sistema privilegia spesso driver con identificatori più specifici legati al produttore del PC.
In pratica, un driver distribuito dall’OEM per un notebook HP, Acer o Lenovo può essere considerato “più adatto” di un driver più recente installato manualmente dal sito del produttore della GPU. Così, anche se il pacchetto Intel, AMD o NVIDIA è più aggiornato, Windows può sostituirlo con una release più vecchia ma ritenuta più precisa per quel modello.
Il nuovo modello con CHID e HWID semplificati
Per ridurre questi downgrade, Microsoft introdurrà un sistema basato su CHID, cioè Computer Hardware ID, insieme a identificatori hardware semplificati a due parti. L’obiettivo è restringere il targeting dei driver pubblicati tramite Windows Update, evitando che un pacchetto OEM venga applicato a troppe configurazioni diverse.
Secondo quanto annunciato, una fase pilota è prevista tra aprile e settembre 2026, mentre l’adozione più ampia dovrebbe partire tra fine 2026 e inizio 2027. Al momento il cambiamento riguarda solo i driver display; restano fuori WiFi, Bluetooth e altri componenti. Inoltre, i PC già in uso potrebbero continuare a ricevere downgrade ancora per un certo periodo.
Le soluzioni per bloccare i driver indesiderati
Chi vuole proteggersi può agire subito con diverse soluzioni. La più semplice consiste nel disattivare l’inclusione dei driver negli aggiornamenti di Windows tramite Criteri di gruppo o, in alternativa, con una chiave nel registro di sistema. È una scelta rapida, ma abbastanza drastica, perché blocca tutti i driver distribuiti da Windows Update.
Più mirata è la restrizione basata sugli HWID della singola GPU, che si può impostare dall’Editor dei criteri di gruppo nella sezione dedicata alle restrizioni d’installazione dei dispositivi. In questo modo Windows impedisce l’installazione automatica del driver associato a quella scheda video, anche se va ricordato che la stessa policy può bloccare pure un’installazione manuale, finché non viene rimossa.
Esiste infine il vecchio strumento wushowhide.diagcab, utile per nascondere un aggiornamento specifico. È una soluzione più selettiva, ma non sempre definitiva: va ripetuta se Microsoft pubblica una nuova revisione del driver e non intercetta tutti i casi. In attesa del nuovo modello di distribuzione, resta comunque un’opzione valida per evitare che Windows ripristini driver grafici non desiderati.












