Su alcuni PC con Windows 11 può capitare di ritrovarsi con decine di gigabyte occupati da giochi e app mai richiesti. Il problema, spesso, non emerge nella classica schermata delle app installate ma nella cartella protetta WindowsApps, dove il sistema conserva pacchetti moderni e contenuti predisposti in background.
In casi del genere il sistema operativo può apparire pulito nell’interfaccia, ma continuare a occupare spazio con componenti che non servono al lavoro quotidiano. Il comportamento è legato soprattutto alla Windows 11 Consumer Experience, al provisioning delle app e alle funzionalità del Microsoft Store.
Windows 11 installa app indesiderate: perché succede
La cartella WindowsApps non è una normale directory di programmi. È il contenitore protetto in cui Windows memorizza i pacchetti delle app moderne, installate spesso per utente e non in modo globale come i software Win32 tradizionali. Questo spiega perché un’app può essere presente sul disco senza comparire nella sezione App installate.
In configurazione predefinita, Windows 11 può scaricare e predisporre contenuti suggeriti in modo automatico. La gestione è affidata a diversi componenti, tra cui il Content Delivery Manager e il provisioning delle app, che possono preparare pacchetti anche per nuovi profili o per l’utente corrente. Ecco perché su un PC aziendale possono comparire giochi come Candy Crush, Disney Magic Kingdoms o Minecraft UWP anche senza un’installazione esplicita.
Perché alcune app non compaiono tra quelle installate
La sezione App installate mostra solo ciò che è rilevante per la normale disinstallazione dell’account attivo. Non è uno strumento completo per individuare tutto ciò che Windows ha scaricato o predisposto. Un pacchetto può risultare già presente in %programfiles%\WindowsApps, occupare spazio e restare fuori dall’elenco grafico perché è stato provisioned per futuri utenti o gestito in modo diverso dall’app classica.
Microsoft distingue infatti tra app installate e app provisioned, cioè pacchetti pronti per essere associati automaticamente ai nuovi utenti. Se non si rimuove anche il provisioning, alcune applicazioni possono ricomparire dopo aggiornamenti o su profili appena creati.
Come rimuovere le app e bloccare nuove installazioni
Per intervenire in modo efficace conviene partire da PowerShell avviato come amministratore. Prima si individuano i pacchetti con Get-AppxPackage -AllUsers e si rimuovono le app indesiderate; poi si agisce sul provisioning con Get-AppxProvisionedPackage -Online e Remove-AppxProvisionedPackage -Online, così da impedire che tornino disponibili per nuovi account.
Se restano cartelle residue in WindowsApps, si può procedere con attenzione solo sulle directory verificate come inutili, usando takeown, icacls e Remove-Item. A questo si può aggiungere una prevenzione più robusta tramite policy di registro, disattivando la Consumer Experience e i download automatici dello Store. In questo modo si riduce il rischio che Windows 11 installi app indesiderate anche in futuro.
Infine, per proteggere anche i nuovi profili, è utile applicare le stesse impostazioni al profilo di default e, se necessario, all’utente corrente. Solo un intervento su più livelli consente di ripulire davvero il sistema e mantenerlo sotto controllo nel tempo.











