In Windows 11 è emerso un problema piuttosto serio legato alla gestione delle autorizzazioni per app e servizi sensibili. Il sistema utilizza infatti un componente interno, il Capability Access Manager, per controllare l’accesso a webcam, microfono, posizione, notifiche e altre funzioni delicate.
Nella maggior parte dei casi tutto avviene senza che l’utente se ne accorga. In alcuni sistemi, però, un file associato a questo meccanismo può crescere in modo anomalo fino a occupare decine o persino centinaia di gigabyte, con conseguenze pesanti su prestazioni e spazio disponibile.
Windows 11 e il bug di Capability Access Manager
Il file coinvolto è CapabilityAccessManager.db-wal, presente nella cartella di sistema %programdata%\Microsoft\Windows\CapabilityAccessManager\. Si tratta del registro temporaneo di scrittura usato da SQLite, il database su cui si appoggia il servizio per memorizzare le operazioni prima della loro consolidazione.
In condizioni normali il file WAL resta minuscolo. Quando però il processo di consolidamento si blocca o non funziona più correttamente, il file continua a crescere senza controllo. Alcuni utenti hanno segnalato dimensioni da 50 o 100 GB, con casi estremi anche superiori ai 300 GB.
Il problema può emergere all’improvviso, spesso quando l’unità di sistema è già quasi piena. A peggiorare la situazione c’è il fatto che il file si trova in una cartella protetta, quindi non sempre i normali strumenti di analisi disco riescono a individuarlo con facilità.
Perché il file cresce e come si manifesta il problema
Le indagini avviate finora indicano un possibile collegamento con richieste ripetute ai servizi di geolocalizzazione. Tra i software citati dagli utenti e dagli analisti figurano applicazioni come SmartByte, Rivet Networks, Geocomply, Rainmeter, utility Wi‑Fi, strumenti di telemetria e alcuni software OEM preinstallati.
È comunque improbabile che molti programmi abbiano introdotto lo stesso errore nello stesso momento. L’ipotesi più accreditata è che un aggiornamento recente di Windows abbia alterato il comportamento del sistema, rendendo il Capability Access Manager incapace di gestire correttamente l’elevato volume di richieste.
Cosa fare in attesa della correzione Microsoft
Microsoft ha confermato il bug e sta lavorando a una correzione definitiva distribuita tramite Windows Update. Nel frattempo, la soluzione temporanea più efficace consiste nell’eliminare solo il file .db-wal, senza toccare il database principale CapabilityAccessManager.db.
Per farlo è necessario aprire il Prompt dei comandi come amministratore, assumere temporaneamente la proprietà della cartella, arrestare il servizio cmsvc, cancellare il file WAL e infine ripristinare i permessi originali. Dopo il riavvio, Windows 11 ricreerà automaticamente il file con dimensioni minime, liberando spazio su disco e riportando il sistema a uno stato normale.












