Wi-fi libera e Fascicolo sanitario: il Garante boccia il decreto!

Nemmeno un mese di vita per il Decreto n.69 del 21 giugno 2013 “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”: il Garante della Privacy infatti ha bloccato due norme che sono di sua competenza.

Il primo monito del Garante riguarda la connessione alle reti Wi-fi di luoghi pubblici: secondo il decreto 69, infatti, l’unico dato che gli esercizi pubblici (bar, ristoranti, alberghi) possono registrare è l’indirizzo fisico del terminale con il quale si effettua la connessione.

Secondo la Direttiva europea sulla riservatezza e del Codice privacy, però, l’ip del terminale rappresenta un dato personale identificativo  e per questo renderebbe necessario la registrazione dell’utente, facendo in questo modo dei passi indietro rispetto alla connessione libera, tanto auspicata.

In secondo luogo, il Garante ha analizzato il Fascicolo sanitario elettronico, regolato dall’articolo 17 che consente a Regioni, Province autonome, il Ministero del Lavoro e il Ministero della Salute di accedere ai dati sanitari e ai documenti clinici dei cittadini ai “fini di ricerca epidemiologica e di programmazione e controllo della spesa”.

Il Garante ha così commentato il provvedimento:

In questo modo tali amministrazioni si troverebbero ad utilizzare una enorme mole di dati sensibili (ricoveri, accessi ambulatoriali, referti, risultati di analisi cliniche, farmaci prescritti) che, per quanto non immediatamente riconducibili agli interessati, non sono indispensabili per il raggiungimento di finalità diverse da quella della cura. L’Autorità chiede che la norma venga modificata affinché i soggetti pubblici interessati possano accedere alle sole informazioni effettivamente necessarie per lo svolgimento di tali finalità.

Insomma un decreto da rivedere, almeno in questi due punti.

 




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