WhatsApp starebbe preparando una novità pensata per rendere più trasparenti i contenuti pubblicati nei canali. Si tratta di una funzione ancora in fase di test, individuata nella versione beta per Android, che aggiungerebbe un’etichetta dedicata ai materiali creati o modificati con l’intelligenza artificiale.
L’obiettivo è semplice: offrire agli iscritti un’informazione immediata sull’origine di foto, video o altri elementi multimediali condivisi dagli amministratori. In un contesto in cui i contenuti generati dall’IA sono sempre più diffusi, la piattaforma di messaggistica vuole dare un segnale chiaro sulla natura di ciò che viene pubblicato.
WhatsApp e l’etichetta AI nei canali
Secondo quanto emerso dalle analisi di Wabetainfo, la nuova etichetta comparirebbe direttamente nei messaggi dei canali e sarebbe visibile in modo discreto, ma riconoscibile. L’indicazione apparirebbe nell’angolo in basso a sinistra del contenuto, nella stessa area in cui compaiono già altri dettagli come il numero di visualizzazioni.
La logica della funzione è quella di evitare equivoci: chi segue un canale dovrebbe poter capire subito se un’immagine o un video è stato realizzato, rielaborato o alterato tramite strumenti di intelligenza artificiale. In questo modo, WhatsApp punta a rafforzare la fiducia nei contenuti pubblicati e a ridurre il rischio di interpretazioni fuorvianti.
La novità sarebbe collegata anche alle esigenze di conformità con alcune normative già attive in diverse aree geografiche, che impongono di dichiarare in modo esplicito quando si utilizzano contenuti artificiali. L’adeguamento non riguarderebbe solo WhatsApp, ma più in generale le app del gruppo Meta in cui è presente il chatbot Meta AI.
Come funzionerebbe per gli amministratori
Dal punto di vista operativo, l’amministratore del canale potrebbe attivare l’avviso tramite un’opzione disponibile nel menu del singolo messaggio. In pratica, basterebbe selezionare il contenuto e applicare il contrassegno relativo all’uso dell’IA. L’etichetta servirebbe quindi a segnalare in modo diretto che il materiale è stato generato o ritoccato con strumenti automatici.
Un aspetto importante è che il processo sarebbe pensato per essere irreversibile. Una volta inserito, il contrassegno non potrebbe essere rimosso dal creatore del post per aggirare le regole sulla trasparenza. Una scelta di questo tipo renderebbe la funzione più solida, limitando il rischio di abusi e di cancellazioni strategiche dell’avviso.
Inoltre, l’app potrebbe integrare sistemi di rilevamento capaci di applicare il tag anche in autonomia, senza richiedere sempre un intervento manuale. Questo renderebbe il meccanismo più efficace e coerente, soprattutto nel caso di contenuti che presentano caratteristiche compatibili con una generazione artificiale.
La disponibilità nella beta Android
Al momento la funzione non risulta ancora annunciata ufficialmente da WhatsApp, ma sarebbe già disponibile per alcuni beta tester che hanno installato l’ultimo aggiornamento dal Google Play Store. È quindi plausibile che si tratti di una fase avanzata di sperimentazione, utile a verificare il comportamento della novità prima di un eventuale rilascio più ampio.
Se il test dovesse andare a buon fine, l’etichetta AI potrebbe diventare uno strumento utile per rendere più leggibile il flusso delle informazioni nei canali. Per gli utenti significherebbe avere un contesto migliore sui messaggi ricevuti; per gli amministratori, invece, comporterebbe una maggiore attenzione nella gestione dei contenuti pubblicati. In ogni caso, la direzione è chiara: portare più trasparenza dentro WhatsApp, soprattutto quando entra in gioco l’intelligenza artificiale.







