WhatsApp sta lavorando a una novità pensata per rendere più trasparente l’origine dei contenuti condivisi nei canali: una etichetta IA dedicata a immagini, video, audio e GIF creati o modificati con l’intelligenza artificiale. La funzione è emersa nella versione preliminare per Android e punta a informare subito gli utenti quando un contenuto non è del tutto “naturale”.
La novità, individuata nella build 2.26.31.1, non è ancora disponibile né per il grande pubblico né per i tester beta. Tuttavia, il progetto conferma la direzione intrapresa da Meta: rendere più evidente la provenienza dei file sintetici, soprattutto nei contesti in cui la diffusione rapida può favorire fraintendimenti o disinformazione.
WhatsApp e l’etichetta IA nei canali
Secondo le prime informazioni, l’etichetta IA comparirà direttamente nel messaggio pubblicato in un canale WhatsApp, accanto o sotto al contenuto multimediale segnalato. In questo modo i follower potranno capire subito che quel materiale è stato creato, ritoccato o trasformato con strumenti di intelligenza artificiale generativa.
Si tratterebbe di un avviso visibile a tutti gli iscritti, con una logica simile a quella già usata per indicare le collaborazioni pagate. L’obiettivo è evitare che l’origine del contenuto resti nascosta nelle informazioni del file o in passaggi poco immediati da consultare. Nei canali di brand, media e creator, una segnalazione chiara può fare la differenza tra un contenuto interpretato correttamente e uno scambiato per reale.
Quali contenuti verranno segnalati
La funzione riguarderà soprattutto i contenuti multimediali: immagini, video, audio e GIF generati o modificati con software di IA. L’indicazione non dovrebbe limitarsi agli strumenti di Meta, ma includere anche file realizzati con servizi esterni come ChatGPT, Gemini, DALL-E e applicazioni simili.
Il criterio centrale sarà l’origine del materiale. Se un contenuto nasce da un modello generativo oppure viene alterato in modo rilevante, l’amministratore del canale dovrà dichiararlo. Per i testi, invece, la situazione potrebbe essere diversa: dalle prime indiscrezioni, WhatsApp non sembrerebbe intenzionata a richiedere la stessa etichetta per i messaggi scritti con l’aiuto dell’IA.
Un passo verso più trasparenza
Per aggiungere l’avviso, l’amministratore dovrebbe tenere premuto sul contenuto pubblicato e selezionare l’opzione dedicata all’etichetta di contenuto IA. Una volta inserita, la segnalazione dovrebbe restare visibile e non essere rimovibile con facilità, così da evitare abusi o cancellazioni strategiche.
La novità si inserisce anche nel contesto europeo, dove le regole sulla trasparenza dei contenuti manipolati con intelligenza artificiale stanno diventando più severe. Il rischio, infatti, non riguarda solo la satira o il marketing, ma anche truffe, manipolazioni politiche e disinformazione visiva. Con questa scelta, WhatsApp prova a offrire uno strumento semplice ma utile: quando un contenuto è stato creato o modificato con IA, l’utente deve saperlo prima di fidarsi, commentare o condividere.







