WhatsApp sta sviluppando una novità pensata per aumentare la trasparenza nei canali: una etichetta AI che gli amministratori potranno applicare ai contenuti generati con l’intelligenza artificiale. La funzione non è ancora disponibile, nemmeno per i beta tester, ma è già emersa nel codice della versione beta per Android 2.26.31.1 individuata da WABetaInfo.
Si tratta di un cambiamento interessante perché conferma la volontà di WhatsApp di distinguere sempre più chiaramente i contenuti originali da quelli creati con strumenti automatici. L’obiettivo è semplice: offrire agli utenti un segnale immediato quando un’immagine o un elemento multimediale pubblicato in un canale non è stato realizzato in modo tradizionale.
WhatsApp e la nuova etichetta AI per i canali
La nuova etichetta segue una direzione già intrapresa da WhatsApp nelle scorse settimane, quando la piattaforma ha introdotto un tag dedicato ai contenuti sponsorizzati nei canali. In quel caso, la funzione serviva a rispettare gli obblighi di trasparenza pubblicitaria previsti in alcuni mercati. Ora la logica è simile, ma riguarda un ambito diverso: quello dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale.
In pratica, quando un amministratore pubblica un aggiornamento nel canale, potrà tenere premuto sul messaggio per aprire il menu contestuale e scegliere la voce “Add AI content label”. A quel punto l’etichetta comparirà sul contenuto e resterà visibile ai follower, segnalando in modo chiaro che il materiale è stato creato con l’aiuto di un sistema di AI. Un dettaglio importante è che, una volta applicata, l’etichetta non potrà essere rimossa.
Non conta quale strumento venga usato
Uno degli aspetti più rilevanti di questa novità è che non si limita agli strumenti di Meta. L’etichetta non sarà legata solo a Meta AI, ma dovrà essere usata anche nel caso in cui l’amministratore abbia generato il contenuto con servizi esterni come ChatGPT, Gemini o altri generatori di immagini. In altre parole, l’obbligo di trasparenza vale indipendentemente dalla piattaforma utilizzata per creare il materiale.
Questa scelta lascia intendere che WhatsApp voglia applicare una regola ampia e uniforme, capace di adattarsi alle richieste normative dei diversi paesi. Il problema, infatti, non è tanto il software impiegato, quanto la natura del contenuto pubblicato e il rischio che gli utenti possano confonderlo con un contenuto realizzato manualmente.
Testi esclusi, sviluppo ancora in corso
Non tutti i contenuti generati con l’AI saranno soggetti all’etichetta. Restano esclusi i messaggi di testo, anche quando vengono scritti con l’aiuto di un assistente intelligente. La stessa logica vale per “Writing Help”, la funzione integrata in WhatsApp che supporta la scrittura dei messaggi. Secondo quanto emerso, la piattaforma considera meno urgente segnalare un testo assistito rispetto a un’immagine fotorealistica, molto più difficile da distinguere a colpo d’occhio.
Per ora la funzione è in sviluppo su Android, ma WhatsApp sta lavorando anche alla versione per iOS. Non ci sono indicazioni su una data di rilascio, nemmeno per la beta pubblica, quindi bisognerà attendere ancora prima di vedere l’etichetta AI arrivare davvero nei canali. Nel frattempo, la direzione è chiara: più controllo, più trasparenza e maggiore attenzione alla provenienza dei contenuti condivisi sulla piattaforma.







