Ci associamo alla petizione lanciata ieri sera alla trasmissione andata in onda su Italia1, Le Iene circa un’inchiesta sui “pomodori” made in italy. La Iena ha intervistato i responsabili di una grande azienda che produce pasta di pomodoro, una sorta di concentrato che viene spedito in Europa, Italia inclusa, e che una volta giunto a destinazione viene diluito e usato per i sughi.
A dire il vero ne ha scoperte di cotte di crude. E a tal proposito vi consiglio di guardare il servizio, ecco il link
Su Change, famoso sito di petizioni online, è partita anche una petizione per chiedere al governo di tutelare il vero Made in Italy aiutando i cittadini a distinguerlo dall’altro:
Ecco cosa si legge sul sito
Visto che i controlli in dogana sono pochi e le leggi su metalli pesanti e fitofarmaci sono molto diverse tra i vari paesi del mondo, rischiamo di mangiarci una marea di schifezze senza neanche saperlo. Chiediamo che su tutti i prodotti alimentari inscatolati venga dichiarata la provenienza degli ingredienti, come si fa per l’olio extravergine di oliva e pochissimi altri alimenti inscatolati, per cui bisogna scrivere la provenienza: Italia, UE, extra UE. Poi sarà il consumatore a decidere. Vogliamo il vero ‘Made in Italy’
La petizione, nel momento in cui scriviamo questo articolo, è già a 260.000 adesioni, un successo sicuramente
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