Ogni tanto torna a circolare su Facebook un messaggio allarmante che invita gli utenti a pubblicare un post per evitare che Meta (ex Facebook) utilizzi le loro foto e dati personali. Stavolta il testo parla addirittura di un “blackout Meta/Facebook” previsto per domani, e afferma che sarebbe stato “ufficializzato in TV” e firmato alle 8:20. Ma è tutto falso.
“Visto che domani c’è un blackout META/FB, lo pubblico ora” – Il messaggio è virale, cosa dice
Il messaggio, che molti utenti stanno copiando e incollando sulle proprie bacheche, recita più o meno così:
“Visto che domani c’è un blackout META/FB, lo pubblico ora. È ufficiale. Firmato alle 8:20. Era persino in TV…”
A seguire, si suggerisce di copiare il testo per “bypassare il sistema” e impedire a Facebook (Meta) di usare le proprie foto e dati, minacciando una violazione della privacy e richiamando presunti consigli legali. Il tutto condito con riferimenti vaghi a programmi TV come “60 Minutes” per sembrare credibile.
Perché è una bufala
Questa catena è una fake news vecchia, riadattata più volte nel corso degli anni. Ecco perché non ha alcun fondamento:
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Non esiste alcun blackout ufficiale di Meta o Facebook. Nessuna testata autorevole o fonte ufficiale ne ha parlato.
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Meta non diventa “ente pubblico” né può cambiare i termini di utilizzo unilateralmente senza accettazione dell’utente.
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Pubblicare un post non cambia nulla legalmente. Le condizioni d’uso sono accettate al momento dell’iscrizione alla piattaforma, non possono essere modificate individualmente con un post.
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Nessun avvocato ha mai consigliato questo comportamento. È un trucco per diffondere paura e generare viralità.
Come proteggere davvero la tua privacy su Facebook
Se sei davvero interessato a proteggere la tua privacy online, ecco cosa dovresti fare invece di condividere bufale:
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Controlla le impostazioni della privacy sul tuo profilo.
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Decidi chi può vedere i tuoi post e foto.
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Evita di accettare richieste da sconosciuti e limita la visibilità dei tuoi contenuti.
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Leggi i termini di servizio e le normative sulla privacy di Meta direttamente dal sito ufficiale.
Conclusione: non cadere nella trappola della disinformazione
Questo tipo di messaggio si basa sulla paura e sulla disinformazione. Condividerlo non ti protegge, anzi: contribuisce a diffondere una bufala già più volte smentita da esperti di privacy e dalle stesse piattaforme social.












