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USB-C obbligatorio anche per i laptop in Europa

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USB-C

Dal 28 aprile, tutti i nuovi laptop venduti nell’Unione Europea devono supportare la ricarica tramite USB-C. La misura completa il percorso già avviato con smartphone e altri dispositivi elettronici, con l’obiettivo di rendere più semplice la vita agli utenti e ridurre i rifiuti da accessori inutilizzati.

La novità non riguarda solo il formato del connettore, ma anche il modo in cui il dispositivo dialoga con il caricatore. Per i produttori si tratta di un adeguamento importante, mentre per i consumatori significa poter contare su uno standard sempre più condiviso tra categorie di prodotto diverse.

USB-C per i laptop: cosa prevede la normativa europea

Con l’aggiornamento della Radio Equipment Directive, l’UE ha esteso ai computer portatili l’obbligo di ricarica via USB-C. La regola era già in vigore da dicembre 2024 per smartphone, tablet, fotocamere digitali, cuffie, console portatili e speaker Bluetooth; ai laptop è stato concesso più tempo per adattare design e filiere produttive.

Il requisito tecnico chiave è l’adozione del protocollo USB Power Delivery, che permette di negoziare in modo dinamico la potenza tra alimentatore e dispositivo. Per i notebook, il limite indicato è di 100 W, coerente con lo standard PD 3.0, in grado di gestire tensioni fino a 20 V e correnti fino a 5 A.

In pratica, il caricatore comunica con il portatile tramite la linea CC e stabilisce il profilo energetico più adatto. Questo consente di usare un solo alimentatore per più dispositivi compatibili, modulando automaticamente la potenza erogata e garantendo maggiore uniformità nelle prestazioni di ricarica.

Il limite dei 100 watt e i laptop più potenti

La normativa stabilisce che la ricarica USB-C resti disponibile anche quando un produttore offre soluzioni proprietarie aggiuntive. In passato molti marchi avevano affiancato porte USB-C a connettori dedicati; ora, nei nuovi modelli, queste opzioni dovranno diventare secondarie oppure essere eliminate.

Il tema è particolarmente delicato per i laptop ad alte prestazioni, come quelli da gaming o le workstation, che in alcune condizioni superano i 100 W di assorbimento. In questi casi, la porta USB-C potrà essere sufficiente per la ricarica o per scenari d’uso meno intensi, mentre eventuali connettori dedicati potranno restare per la massima potenza, purché sia garantita una funzione minima conforme alla regola europea.

Il settore, però, guarda già oltre. Con USB PD 3.1 è possibile arrivare fino a 240 W grazie al profilo Extended Power Range, con tensioni fino a 48 V. La normativa attuale non impone questo standard, ma l’architettura USB-C è già pronta ad accoglierlo senza cambiare connettore fisico, riducendo il rischio di obsolescenza e aprendo la strada a soluzioni più potenti nel tempo.

Più interoperabilità e meno sprechi per utenti e ambiente

Per gli utenti il vantaggio più immediato è la possibilità di usare un unico caricatore per laptop, smartphone, tablet e altri dispositivi compatibili. Meno accessori dedicati significa anche meno cavi dimenticati nei cassetti, meno duplicazioni inutili e una gestione più semplice della ricarica in casa, in ufficio e in viaggio.

Secondo le stime, i caricatori non utilizzati generavano circa 11.000 tonnellate di rifiuti elettronici ogni anno. Standardizzare aiuta quindi a prolungare la vita degli accessori e a ridurre l’impatto ambientale complessivo, oltre a favorire un mercato più ordinato e interoperabile.

La Commissione Europea stima anche un risparmio di circa 250 milioni di euro per i consumatori. E poiché il mercato europeo ha un peso notevole sulle scelte industriali, è probabile che molti produttori adottino USB-C come standard universale anche fuori dall’UE, trasformando questa norma in un riferimento globale per il settore.

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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

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