Le truffe online continuano a crescere, colpendo sempre più consumatori con conseguenze gravi e pesanti. Adiconsum, l’associazione per la tutela dei consumatori, ha lanciato un nuovo allarme evidenziando l’aumento dei casi di voice phishing e vishing. Questo fenomeno, noto da qualche anno, sta evolvendo con tecniche sempre più sofisticate, segnala l’associazione. Antonio Rocco, responsabile di Adiconsum Palermo Trapani, sottolinea come i truffatori stiano sviluppando metodi innovativi per rendere le frodi ancora più convincenti. Vediamo come stanno cambiando e quali accorgimenti adottare per proteggersi.
La finta telefonata della banca che svuota i conti bancari
Il vishing rappresenta una versione evoluta del phishing. In questa nuova modalità di truffa, il primo contatto avviene tramite una telefonata, SMS o email. A differenza di altre frodi, la vittima riceve una chiamata o viene invitata, attraverso SMS o email, a chiamare un numero a cui risponde una voce registrata o un falso operatore della banca, che richiede informazioni personali per accedere al conto corrente.
Durante la conversazione, inoltre, vengono spesso inviati SMS fraudolenti che sembrano provenire dal proprio istituto bancario. Questi messaggi includono codici OTP o fanno riferimento a operazioni sospette, inducendo la vittima a credere di essere realmente sotto attacco.
Numerosi correntisti e titolari di carte di debito e credito hanno segnalato, nelle ultime settimane, di aver ricevuto messaggi da presunte banche riguardanti ipotetici bonifici o altre operazioni, in cui si richiede di confermare o bloccare le transazioni tramite numeri telefonici, spiega Antonio Rocco, responsabile di Adiconsum Palermo Trapani.
Questo fenomeno è particolarmente insidioso, poiché evolve nel tempo, rendendo poco efficace, almeno per ora, il registro delle opposizioni. I truffatori si fingono persino agenti della polizia postale, chiedendo di effettuare bonifici apparentemente indirizzati a conti intestati alla vittima. In realtà, questi sono conti “tecnici” creati appositamente per trasferire l’intero saldo su un conto “sicuro” privo di attacchi, almeno secondo quanto sostengono i truffatori. Ma questa è solo un’ulteriore trappola.
Per rendere la truffa ancora più credibile, spesso, oltre alla chiamata, vengono inviati SMS di allerta sul numero della vittima, apparentemente dalla banca stessa, contenenti codici OTP o riferimenti agli operatori con cui si sta conversando, o dettagli su operazioni sospette. Questo espediente aumenta la preoccupazione della vittima, creando l’illusione che un operatore fidato stia assistendo, mentre in realtà è proprio lui il truffatore.
Attenzione ai deepfake
Attenzione anche all’uso crescente dei cosiddetti deepfake, manipolazioni digitali che, grazie a tecniche avanzate di intelligenza artificiale, possono replicare in modo estremamente realistico volti, movimenti e persino voci.
Nel caso dei deepfake vocali, i truffatori sfruttano una registrazione della voce di una persona per addestrare un modello di IA in grado di riprodurla con incredibile precisione, ingannando potenzialmente chiunque. Un esempio celebre risale al 2023, quando i truffatori utilizzarono una simulazione della voce del CEO di Ferrari, Benedetto Vigna, per frodare un dipendente dell’azienda, convincendolo a trasferire denaro su un conto fraudolento.











