Le bufale nascono anche in base a delle notizie vere, è questa la prima regola se si vuole far colpo sugli utenti e sperare che quest’ultimi condividano a più non posso la cattiva informazione sui vari social network. E capita a pennello proprio la notizia che tutti i giornali e telegionali stanno passando in rassegna in questi giorni: il caso di Salvatore (Totò) Riina.
Il caso di Totò Riina
In questi giorni avrete sentito certamente parlare della notizia di una sentenza della corte di cassazione in cui si dice che ogni cittadino ha diritto ad una morte dignitosa. La prima sezione penale della Cassazione, infatti, accogliendo il ricorso del difensore di Riina, che chiede il differimento della pena o, in subordine, la detenzione domiciliare, si è espressa cosi:
Il “diritto a morire dignitosamente” va assicurato ad ogni detenuto. Tanto più che fermo restando lo “spessore criminale” va verificato se Totò Riina possa ancora considerarsi pericoloso vista l’età avanzata e le gravi condizioni di salute.
La Bufala: Totò Riina sarà rilasciato
Certo, la cassazione ha espesso un parere ma sarà il tribunale di sorveglianza di Bologna a doversi esprimere in merito e questa sentenza non arriverà prima di metà luglio.
Per cui la notizia che circola in questi giorni circa la scarcerazione di Riina è da ritenersi una notizia falsa e priva di fondamente.
Ecco cosa dice la bufala:
La Cassazione ha accolto il ricorso del legale del padrino, che chiede il differimento della pena, in virtù del diritto di tutti a una “morte dignitosa”. Fa discutere la scarcerazione del boss Totò Riina, : “E’ ancora il capo di Cosa Nostra”.
Diritto a una morte dignitosa”. Sono poche e semplici parole sulle quali tutti, normalmente, concordano. Queste parole sono però state pronunciate dai giudici della Corte di Cassazione in riferimento a Totò Riina, il boss corleonese che sta scontando l’ergastolo. La prima sezione penale della suprema Corte ha per la prima volta ha accolto il ricorso del difensore del padrino, che chiede il differimento della pena o, in subordine, la detenzione domiciliare in virtù del suo stato di salute.
L’ormai prossima scarcerazione ha generato la dura reazione di politici, familiari delle vittime di mafia, semplici cittadini. Anche sui social network sono rimbalzate immagini delle stragi del 1992 e dei delitti commissionati da Cosa nostra.“
Anche dall’estero sono arrivate durissime critiche nei confronti del sistema giuridico italiano, il presidente russo Putin ha definito vergognosa la vicenda “l’Italia è una Nazione dove c’è troppa libertà, se questo criminale fosse stato Russo, lo avremmo torturato e ucciso, adesso invece è libero di tornare a casa e godersi gli ultimi anni della sua vita”.
Come anticipato nell’introduzione di questo articolo la notizia in parte è vera, la cassazione realmente s’è espressa su Riina ma al momento la cosa certa è che non verrà scarcerato. In realtà, fatto noto a chiunque abbia fatto un po’ di educazione civica, la Cassazione è una corte di legittimità e non di merito.
Quindi, sostanzialmente, non può decidere nel merito, ovvero decidere nuovamente “sul fatto” accertato da Tribunale e Corte d’Appello, ma vigila sulla corretta applicazione delle leggi, quindi sulla legittimità.
Sostanzialmente, tutto quello che è stato deciso è che niente è stato deciso. Si dovrà aspettare, come detto, sulla base delle indicazioni fornite dalla Cassazione, il tribunale di sorveglianza di Bologna che dovrà decidere sulla richiesta del difensore del boss, finora sempre respinta, nell’udienza fissata il prossimo 7 luglio.
Verificate, oltre alla notizia anche la fonte.
Nel caso specifico la notizia è stata pubblicata dal solito sito bufalaro “Sky24Ore”(da non confondere con SKYTG24 o altri simili reali), sito che cavalca l’assoluta ignoranza dell’”indinniato medio” sperando in più quante condivisioni possibili.
Ti potrebbero interessare:










