Chiedere un taxi in modo rapido, senza scaricare un’app e senza creare un account, è l’obiettivo del nuovo servizio in prova in diverse città italiane. L’idea è semplice e punta su uno strumento che molti usano già ogni giorno: WhatsApp.
Il progetto nasce con il supporto tecnologico di Digitaxi e coinvolge alcuni dei principali radiotaxi del Paese. L’obiettivo è creare un canale unico, più immediato per gli utenti e più efficiente per le centrali operative, partendo dalle aree urbane già servite dalla rete esistente.
Taxi via WhatsApp: come funziona il servizio
La richiesta della corsa avviene con un messaggio su WhatsApp al canale dedicato. L’utente invia la propria posizione o l’indirizzo di partenza e riceve una conferma in tempi rapidi, compatibilmente con la disponibilità delle vetture nella centrale locale.
Il sistema è pensato per ridurre i passaggi: niente moduli da compilare, nessuna registrazione e nessuna nuova app da installare. Una volta ricevuta la richiesta, il servizio la inoltra al RadioTaxi competente per città e zona, che gestisce l’assegnazione secondo le normali regole operative.
La sperimentazione è partita con una riunione a Porto Recanati, nella sede di Digitaxi, dove i rappresentanti di diversi consorzi hanno definito le prime fasi dei test. Tra i criteri da monitorare ci sono soprattutto la velocità di risposta, l’affidabilità del sistema e l’integrazione con le centrali già attive.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella prenotazione
Alla base del progetto c’è anche l’intelligenza artificiale, che ha il compito di interpretare le richieste degli utenti e trasformarle in prenotazioni comprensibili per le centrali. L’AI deve riconoscere indirizzi, punti di riferimento e informazioni aggiuntive, così da indirizzare la corsa nel modo corretto.
Secondo i promotori, questa tecnologia non sostituisce il servizio taxi locale, ma lo affianca nella fase iniziale della richiesta. La corsa resta gestita dal circuito tradizionale, con tassisti e centrali territoriali che continuano a coordinare il servizio nelle singole città.
Le città coinvolte e la sfida alle grandi piattaforme
Il test coinvolge fin da subito città come Milano, Roma, Napoli, Cagliari, Palermo e Catania. Non si tratta ancora di un lancio nazionale, ma di una fase di prova che partirà dalle realtà già coperte e, se darà buoni risultati, potrà estendersi ad altri territori.
Dietro l’iniziativa c’è anche una risposta del settore taxi alla crescita delle grandi piattaforme digitali della mobilità. I radiotaxi italiani puntano a offrire un’alternativa moderna, ma mantenendo il controllo locale del servizio e difendendo il rapporto diretto con i clienti. Il successo del progetto dipenderà dai tempi reali di risposta, dalla qualità delle prenotazioni e dalla fiducia degli utenti.







