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Storia di YouTube: l’evoluzione di questa potente piattaforma

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YouTube

Molti di noi seguono YouTube per vari interessi e, alcuni, hanno anche un canale di cui sono autori. Spesso, in questi casi, si gestisce anche la parte grafica autonomamente, creando dei banner YouTube gratis su appositi programmi per la creazione di elementi grafici per questa piattaforma.

Oggi, soprattutto per i nativi digitali, è quasi impensabile poter immaginare lo smartphone, come il computer, senza YouTube. I contenuti gratuiti su questa piattaforma sono numerosi: si è arrivati ad avere dei prodotti di qualità sia a livello di video d’insegnamento, che a livello di intrattenimento.

Si è appurato che, la comunicazione tramite video, è sicuramente più impattante di quello che può essere un testo scritto, soprattutto nelle nuove generazioni. Questo è stato tenuto in conto anche dai brand, che hanno incominciato a utilizzare la piattaforma YouTube a livello professionale, creando un proprio canale o comunque utilizzandola per fare investimenti pubblicitari.

YouTube va verso i vent’anni e siamo, quindi, di fronte a una piattaforma non più particolarmente giovane, se teniamo in considerazione la velocità dell’ambito digitale. Vediamo come è stata la sua storia nel corso di questi anni.

Le principali tappe della storia di YouTube

Era il 2005 quando apparve online YouTube: era una scommessa, visto l’originalità del progetto. Nessuno avrebbe detto che questa piattaforma, avrebbe rivoluzionato la fruizione dei video online. L’idea era quella di creare una piattaforma con cui si potessero scambiare dei video in maniera più agevole delle e-mail, dove c’era anche un limite di peso caricabile.

Solo un anno dopo, nel 2006, era già YouTube mania e Google, apprezzando molto il progetto, aveva acquistato, dai due fondatori (due ex dipendenti) la piattaforma alla strabiliante cifra di 1,65 miliardi di dollari. Potrebbe sembrarti una cifra folle ma, sappi, che YouTube fa molto di più in termini di fatturato. YouTube fu seguito ancora dai suoi fondatori, diventando da un’azienda di 3 a 70 persone in un solo anno.

Il passaparola era virale e nel 2007 YouTube iniziò a pagare gli Youtubers che maggiormente facevano visualizzazioni: avrebbe infatti aggiunto le pubblicità, che erano motivo di entrata per chi faceva video di successo. Non solo, era anche motivo di entrata per YouTube stesso, visto che gli sponsor acquistavano spazi pubblicitari.

Tra vlogger e influencer: l’ascesa

Dal 2008 il boom di YouTube su ogni genere: gaming, beauty, video di scherzi sociali, tutorial. Uno dei primi Youtuber fu Ze Franz, che partì con un canale diario comico, che raggiunse presto visualizzazioni da capogiro, siamo oggi a 6 miliardi di visite.

Nel 2008 – 2009 si sviluppa l’immagine del vlogger, ovvero chi crea contenuti non più testuali, come il blogger, ma di video. I video su YouTube sono nel 2008 ancora molto amatoriali. Pian piano, con gli anni, i vlogger, ma anche la piattaforma stessa, puntano a sempre maggiore qualità sia nell’editing dei video che nel contenuto stesso.

Gli anni che vanno dal 2010 al 2020 vedono popolarsi di canali la piattaforma, tanto che verrà ben presto rivista la politica di monetizzazione, chiedendo ai vlogger di rispondere a parametri qualitativi sempre più alti per essere idonei al programma:

  • numero di iscritti
  • ore di visualizzazione
  • video che non abbiano avuto lamentele

Questo ha, in qualche modo, ristretto la cerchia di chi faceva soldi con la piattaforma, ma quelli che sono diventati famosi vantano delle cifre da capogiro.

Nel 2012 YouTube contava 4 miliardi di video. La tendenza era sempre di più di seguirlo su smartphone, invece che su computer, tanto che è stata creata un ‘app che si trova di default nei sistemi Android per la visualizzazione della piattaforma.

Una piattaforma attenta alle esigenze dei bambini

Con lo sviluppo di YouTube e di tutti i suoi contenuti, bisognava pensare a tutelare le fasce protette dei bambini che oggi, nativi digitali, riescono a fruire di YouTube molto prima e facilmente. Onde evitare, quindi, che i suggerimenti dell’algoritmo e la distrazione dei genitori facessero apparire video inappropriati per i più piccoli, nasce YouTube Kid, una app che fu lanciata nel 2017 e divenne usufruibile in Italia nel 2018.

Rivolti al futuro

YouTube continua a investire soprattutto sui suoi creatori sia di video on demand che streaming. Ha ampliato la possibilità a contenuti a pagamento per i canali, che rispondano all’idoneità richiesta. A questi presto si affiancheranno anche abbonamenti regalo e uno sviluppo della parte di creator nello YouTube studio, tanto amato per la possibilità di editare i propri video gratuitamente.

Chiunque abbia un canale ha quindi a disposizione novità di anno in anno, per una resa sempre più professionale e in, aggiunta numerose piattaforme a latere , indipendenti da YouTube, ma che ne ottemperano i template grafici per banner e miniature, per creare grafiche accattivanti e realizzabili anche da soli.

Dove ci porterà YouTube non abbiamo idea, ma i cambiamenti che ha già sviluppato, anche a livello sociale, sono sicuramente tangibili.

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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

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