La polizia di stato, da anni oramai in prima linea anche sul web con vari account su facebook, ha lanciato da qualche giorno alcune pagine dedicate al fenomeno del Blue Whale. Pagine relative a consigli per Adulti e Ragazzi oltre che ad un modulo di segnalazione online. Ma andiamo per gradi e cerchiamo di spiegare cos’è il fenomeno del Blue Whale per chi ancora non lo conoscesse.
Il Blue Whale: Cos’è
E’ una discussa pratica che sembrerebbe provenire dalla Russia: viene proposta come una sfida in cui un così detto “curatore” può manipolare la volontà e suggestiona i ragazzi sino ad indurli al suicidio, attraverso una serie di 50 azioni pericolose.
Ad oggi capita anche che bambini e adolescenti si contagino fra di loro, spingendosi ad aderire alla sfida su gruppi social dopo aver facilmente rintracciato in rete la lista delle prove ed essersi accordati sul carattere segreto di questa adesione.
Le prove prevedono un progressivo avvicinamento al suicidio attraverso pratiche di autolesionismo, comportamenti pericolosi e la visione a film dell’orrore e altre presunte “prove di coraggio”, che vengono documentate con gli smartphone e condivise in rete sui social.
La Polizia Postale osserva i fenomeni
La Polizia Postale e delle Comunicazioni sta osservando il fenomeno molto approfonditamente: le indagini si stanno concentrando soprattutto sull’identificazione di adulti, giovani o gruppi di persone che inducono via web bambini e ragazzi ad esporsi ad un rischio concreto per la loro vita.
Gli agenti di PS pongono molta attenzione a quanto i cittadini segnalano su casi di rischio associati a questa pratica. Ogni informazione utile contribuisce a potenziare la loro azione di protezione dei bambini e dei ragazzi in rete.
Per questo motivo hanno allestito delle pagine specializzate per cercare di arginare il problema.
Maggiori informazioni le potete trovare sull’apposita pagina creata sul portale della polizia, a questi link:
Consigli pratici per gli adulti
Consigli pratici per i ragazzi
Eccovi il link al modulo di segnalazione online se siete a conoscenza di gruppi faceboo, whatsapp o altro in cui si parla di questa pratica.











