Il Senato ha approvato il decreto accise ter, introducendo una modifica importante per chi riceve offerte commerciali indesiderate. La novità corregge l’asimmetria normativa nata con il decreto bollette e allarga il divieto di contattare i clienti senza consenso anche agli operatori del mercato dell’energia e delle telecomunicazioni.
La misura punta a rafforzare la tutela dei consumatori, soprattutto di quelli domestici, e a rendere più chiaro il perimetro entro cui le aziende possono proporre nuovi contratti. In pratica, il contatto telefonico con finalità commerciali non sarà più possibile se il cliente non ha espresso un consenso specifico, salvo i casi previsti dalla legge.
Nuove regole per le chiamate commerciali nel settore energia e telecom
Il punto di partenza è il decreto legge n. 63 del 30 aprile 2026, cioè il cosiddetto decreto bollette. Quel provvedimento aveva già modificato l’articolo 51 del Codice del consumo, introducendo il divieto di sollecitazioni commerciali per telefono e tramite messaggi per le offerte di energia elettrica e gas. Restava però una disparità di trattamento, perché il divieto colpiva solo una parte degli operatori coinvolti in attività promozionali simili.
Con l’emendamento approvato nel decreto accise ter, questa differenza viene eliminata. Il testo aggiornato del comma 8-bis estende infatti il divieto anche ai servizi di telecomunicazioni. Di conseguenza, i professionisti attivi nei settori interessati potranno contattare i consumatori solo in presenza di una richiesta diretta effettuata tramite le proprie interfacce informatiche oppure se esiste un consenso specifico già espresso dal cliente.
Cosa cambia per i consumatori
Per i cittadini, la novità significa una protezione più ampia contro le chiamate promozionali non richieste. Gli operatori energetici, ad esempio, non potranno più proporre contratti di telefonia senza un consenso esplicito. Inoltre, eventuali offerte dovranno rispettare criteri più rigorosi e, nei casi previsti, essere veicolate tramite un numero univoco, così da rendere più riconoscibile l’origine del contatto.
La norma nasce anche dalle osservazioni del settore, che aveva segnalato una disparità normativa tra chi opera nell’energia e chi offre servizi di telecomunicazioni. Asstel aveva infatti sollecitato un intervento rapido per allineare la disciplina ed evitare trattamenti differenti tra soggetti che svolgono attività commerciali simili. Il nuovo emendamento risponde proprio a questa esigenza, cercando di mettere ordine in un quadro regolatorio che negli ultimi mesi aveva creato confusione.
Tempi di approvazione e prossimi passaggi
Il decreto accise ter deve ora completare il suo iter parlamentare e ottenere anche l’ok della Camera dei Deputati entro il 29 giugno. Solo dopo l’approvazione definitiva le nuove regole potranno essere considerate pienamente operative, pur restando fermo il principio che il divieto entrerà in vigore decorsi sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della disposizione.
Nel frattempo, il messaggio per utenti e aziende è chiaro: le chiamate commerciali non autorizzate saranno sempre meno tollerate, e il consenso del consumatore diventa l’elemento centrale per poter avviare un contatto legittimo. Per il mercato, si tratta di un passo verso una maggiore trasparenza; per i clienti, di uno strumento in più per difendere la propria privacy e scegliere con più consapevolezza se ricevere o meno proposte commerciali.







