Steve Jobs, 10 anni fa prevedeva il “futuro”

Il fondatore di Apple, Steve Jobs, pioniere del personal computer, genio visionario le cui intuizioni hanno rivoluzionato il mondo dell’informatica e dell’innovazione tecnologica, in una intervista rilasciata circa 10 anni fa (ad agosto 2008 per essere più precisi) al quotidiano WSJ, fece delle previsioni, azzeccate in pieno direi.

Vediamo cosa disse all’epoca riguardo alle app visto che il quotidiano americano ha deciso di pubblicare integralmente tutto quello che disse Jobs nell’intervista rilasciata all’epoca, quando era ancora vivo.

Le parole di Steve Jobs

Il “visionario” commentava i primi risultati del negozio virtuale, a un mese dalla sua apertura, lanciandosi in previsioni che oggi sembrano azzeccate in pieno, alla luce del business multimiliardario che ruota intorno alle app.

Nei primi 30 giorni 360 milioni di dollari, non ho mai visto nulla di simile nella mia carriera per il software. Al primo mese dal debutto, il 10 luglio di dieci anni fa, dal negozio erano state scaricate 60 milioni di applicazioni. Non ci aspettavamo che fosse così grande.

L’industria della telefonia mobile non ha mai visto niente di simile. Per essere onesti, nemmeno l’industria dei computer.

Chissà? Forse sarà un mercato miliardario in futuro. E’ una cosa che non capita molto spesso. Si apre un intero nuovo mercato miliardario.

Mentre Jobs, lo ripetiamo, nel 2008 era sorpreso dal successo di App Store, questo non gli impedì di fare una previsione che “il telefono del futuro sarà differenziato dal software”, una previsione che si è ampiamente avverata.

Oggi molti smartphone di fascia alta condividono funzionalità e design simili, con software – iOS e Android – come uno dei principali fattori che le persone prendono in considerazione quando scelgono un dispositivo.

Il controllo delle App

Jobs parlò anche di alcuni criteri che usava Apple per garantire la sicurezza agli utenti (cosa che per esempio Google con Android non fa):

Ci sono alcuni limiti da rispettare. Non ammettiamo il porno, ovviamente, ma ci sono anche problemi di copyright. C’era una bella app per film che pubblicizzava i punteggi su Rotten Tomatoes. La Fox, proprietaria di Rotten Tomatoes, ci ha chiamato e ha detto: “Non hanno il diritto di farlo”.

Dobbiamo tornare dagli sviluppatori e dire “Ehi, dobbiamo togliere la tua app”. I proprietari del copyright hanno dato alcuni input da rispettare. Dobbiamo rimuovere le app fino a quando non riescono a risolvere il problema con il proprietario del copyright.

Wingfield, colui che ha intervistato Jobs nel 2008, chiede poi a Jobs quali app ha scaricato sul suo iPhone, e il CEO di Apple risponde di utilizzare spesso Yelp, Bloomberg, alcuni giochi come il Susoki, Facebook e l’app Mandarin audio phrasebook.

L’intervista integrale la trovate a questo indirizzo.




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