Software pirata sul proprio PC: COSA SI RISCHIA DAVVERO?

Scaricare e utilizzare software pirata è illegale e su questo c’è poco da dire. Ma a seconda che vi sia o meno un profitto, l’utente che scarica ed usa questo tipo di materiale rischia una sanzione amministrativa o penale nonché l’obbligo di risarcire chi ha realizzato il software. Vediamo cosa dice l’avvocato Giuseppe Pappa, avvocato penalista specializzato in reati informatici, tra le pagine del noto mensile “Win Magazine”.

Software pirata, tutta la verità

Vi riportiamo alcuni passi dell’intervista fatta su Win Magazine all’avvocato Pappa, esperto di reati informatici. Ecco le domande poste all’avvocato dalla nota rivista mensile.

Cosa rischia chi usa software crack-ato?

La legge fa distinzione tra chi “duplica, importa, detiene, distribuisce o vende” il software pirata per trarne profitto (art. 171 bis della legge sul diritto di autore), rispetto al privato che “utilizza, duplica, riproduce, acquista o noleggia supporti informatici” senza che vi sia profitto o lucro (art. 174 ter della legge sul diritto di autore).

Che cosa intende la norma dicendo “per trarne profitto”?

Lo scopo della norma è quello di punire penalmente (con la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa da euro 2.582 a euro 15.493) chi guadagna dall’utilizzo o dalla vendita del software pirata, rispetto a chi lo utilizza per fini personali. Tuttavia, la nozione di “profitto” non è intesa esclusivamente quale ritorno economico della vendita del software, ma si intende il più ampio concetto dell’accrescimento, diretto o indiretto, del patrimonio del soggetto che utilizza il software.

Facciamo un esempio di profitto derivante dall’utilizzo del software pirata. La società Alfa, operante nel campo dei montaggi video, anziché acquistare Adobe Premiere originale, sceglie di scaricare una copia craccata. Da tale condotta deriva un duplice profitto, poiché la società risparmia, in primis, i costi di acquisto del software, in secundis, guadagna dall’utilizzo del programma poiché realizza e vende i propri video, creati con un software pirata.

Il privato che installa software pirata sul PC rischia qualcosa?

L’utente medio, che installa software pirata sul PC domestico, e dunque senza trarne profitto, non va in carcere, ma rischia una pesante sanzione amministrativa, ossia soldi da versare allo Stato. L’art. 174 ter della legge sul diritto di autore, in questi casi, prevede una sanzione amministrativa pecuniaria di euro 154 (per singola violazione), le sanzioni accessorie della confisca del materiale e della pubblicazione del provvedimento su un giornale quotidiano a diffusione nazionale.

Inoltre, in caso di recidiva o di grandi quantità di copie pirata, la sanzione amministrativa è aumentata sino ad euro 1.032 (per singola violazione) ed il fatto è punito con la confisca degli strumenti e del materiale, con la pubblicazione del provvedimento su due o più giornali quotidiani a diffusione nazionale o su uno o più periodici specializzati nel settore dello spettacolo.




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