Altri problemi in vista per il presidente USA Barack Obama: questa volta a fare pressione sul governo americano per la vicenda Datagate non sono gli organi di informazione né i consumatori, ma Berlino, che ha chiesto maggiorni informazioni in merito a un’inchiesta portata avanti dal settimanale Spiegel che sembra aver rivelato che il cellulare di Angela Merkel sarebbe stato spiato dagli Stati Uniti d’America.
I primi commenti a caldo dal vertice UE della cancelliera tedesca sono stati: «Spiare non è accettabile, tra alleati ci vuole fiducia»
E, sempre dal vertice Ue, arriva anche il commento del presidente del Consiglio, Enrico Letta:
«Non possiamo tollerare che ci siano zone d’ombra o dubbi. Ovviamente vanno fatte tutte le verifiche, ma vogliamo tutta la verità. Non è accettabile e concepibile che ci siano attività di questo tipo».
Nella stampa tedesca prevalgono due sentimenti: l’indignazione per il comportamento degli Stati Uniti e la delusione per il basso profilo scelto – fino a ieri – dalla cancelliera che oggi però sembra aver cambiato marcia. Per la Tagesspiegel “la portata della sorveglianza esercitata sui propri cittadini e quelli degli altri Paesi (da parte degli Stati Uniti) resta mostruosa”.
Il governo americano ha “reagito in modo offensivo (dicendo) tutto è normale, tutto è necessario, tutto è utile, tutto è noto, tutto è legale. La Germania ha cercato finora di essere più sulla difensiva e la Merkel si è resa ridicola”, è la considerazione sul caso del quotidiano berlinese di centrosinistra.
Anche l’Italia, dal canto suo, è più che mai dentro il mirino del Datagate. Già il giornalista americano Glenn Greenwald, che custodisce i file di Edward Snowden, aveva dichiarato in tempi non sospetti che anche l’Italia era coinvolta: era spiata e aiutava a spiare.
Secondo Greenwald, “la Nsa porta avanti molte attività spionistiche anche sui governi europei, incluso quello italiano”.
Attendiamo ulteriori informazioni sulla vicenda.











