Se tocchi il punto nero WhatsApp si bloccherà, è in parte vero

Android si blocca per qualche secondo se fate tap su ‘Se tocchi il punto nero WhatsApp si bloccherà’

Circola in questi giorni un nuovo messaggio sul noto client di messaggistica di proprietà di facebook, Whatsapp. Il messaggio ricevuto è una stringa che vede la presenza di un puntino nero con la scritta sopra in cui viene affermato come “se tocchi il punto nero (dito verso il puntino) whatsapp si bloccherà”.

Sembrerebbe il classico messaggio truffa o bufala che spesso gira su Whatsapp eppure la dicitura del messaggio è effettivamente vera o almeno quello che sta dietro al messaggio.

Questo messaggio, infatti, rende di fatto “instabili” per qualche secondo i telefoni con sistema operativo Android senza possibilità alcuna di interagire con lo stesso.

Ecco come si presenta:

whatsapp

Si tratta di una scoperta fatta da un noto YouTute, tale Tom Scott, il quale ha realizzato anche un video per dimostrare quello che accade sui dispositivi con sistema operativo Android di Google.

Non fatevi ingannare dalle apparenze: non è colpa del puntino nero, come sembra suggerire il testo del messaggio, ma di ciò che c’è tra lui e la scritta sulla destra.

Il blocco dello smartphone, come avviene

Il messaggio possiede al suo interno una riga composta da ben 1996 caratteri Unicode (a noi sono invisibili ma evidentemente al sistema operativo NO visto che riesce ad interpretarli).

Questo comporta il blocco del sistema operativo, in che modo? Android cerca di leggere questi caratteri e per farlo ci impiega tempo e risorse, ecco quindi spiegato il blocco temporaneo e la conseguente impossibilità per l’utente di usare il device.

Un messaggio che, come detto, blocca temporaneamente il device e che non provoca, per fortuna, nessun ulteriore “danno”.

Su apple che succede

Questo problema non sembra toccare i dispositivi con a bordo il sistema operativo della apple, iOS. Probabilmente i device prodotti dalla casa di cupertino sono più veloci a leggere questa stringa e in ogni caso lo fanno in una maniera asincrona che non causa “disagi” all’utente.

Google rilascerà molto probabilmente una patch a tale situazione per risolvere il problema nel più breve tempo possibile.




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