Roblox è da anni uno dei nomi più forti nel mondo dei videogiochi per bambini, grazie alla sua formula sandbox e alla promessa di un ambiente accessibile anche ai più piccoli. Ma proprio questa immagine di piattaforma sicura è ora finita sotto la lente del Senato degli Stati Uniti, che ha avviato un’indagine formale sui possibili rischi per i minori.
La decisione arriva dopo numeri che hanno attirato l’attenzione degli inquirenti: nel 2025 Roblox ha dichiarato oltre 65.000 casi di sospetti crimini contro minori collegati alla piattaforma, più del doppio rispetto all’anno precedente. Tra le segnalazioni figurano adescamento, contenuti virtuali sessualmente espliciti o violenti, estorsione di materiale pedopornografico e persino episodi legati a incontri nel mondo reale con casi gravi come rapimenti e omicidi.
Roblox e l’indagine del Senato USA sulla sicurezza dei minori
Al centro delle accuse c’è l’idea che Roblox abbia privilegiato ricavi e coinvolgimento degli utenti rispetto alla protezione dei bambini. La sottocommissione Crimini e Controterrorismo della Commissione Giustizia ha quindi chiesto alla società di consegnare entro il 31 agosto una serie di dati molto dettagliati. Nel mirino ci sono i casi di violenza sui minori, i ricavi e il tempo di utilizzo divisi per fasce d’età, i processi interni di tutela, le verifiche dell’identità degli utenti, gli account multipli usati per attività predatorie e persino i guadagni associati ad account coinvolti in episodi di molestie.
Si tratta di richieste che mostrano quanto il tema non sia più limitato a generiche preoccupazioni, ma sia entrato in una fase di verifica concreta e documentata. Per i legislatori americani, infatti, non basta più affidarsi alle dichiarazioni di intenti: servono prove, numeri e procedure capaci di dimostrare che una piattaforma frequentata da minori sia davvero in grado di proteggerli.
La replica di Roblox e le criticità aperte
La risposta ufficiale è arrivata da Matt Kaufman, responsabile della sicurezza di Roblox, che ha ribadito come la sicurezza sia parte delle fondamenta della piattaforma e che l’azienda sia pronta a mostrare come tutela i bambini. Una presa di posizione netta, ma che al momento non basta a spegnere i dubbi sollevati dall’indagine. Anzi, il contrasto tra la comunicazione aziendale e la gravità dei numeri riportati rende la vicenda ancora più delicata.
Il caso Roblox non è isolato. Anche in Europa la pressione sulle grandi piattaforme social e di intrattenimento sta aumentando, soprattutto quando si parla di accesso dei minori e controlli d’età aggirabili con facilità. L’UE ha infatti richiamato di recente Meta per la possibilità che bambini e adolescenti entrino su Instagram e Facebook usando date di nascita false. Il messaggio delle autorità è sempre più chiaro: la protezione dei minori online non può essere lasciata solo agli algoritmi o alle politiche interne delle aziende.
Un problema globale per le piattaforme digitali
La vicenda mette in evidenza una tensione ormai centrale nell’economia digitale: da un lato la crescita basata sull’engagement, dall’altro la necessità di creare spazi realmente sicuri per i più giovani. Quando una piattaforma costruisce il proprio successo su interazione, presenza continua e forte partecipazione degli utenti, il confine tra esperienza coinvolgente e rischio diventa più sottile. Ed è proprio su questo confine che oggi si stanno concentrando legislatori e autorità di tutto il mondo.
Per Roblox, l’indagine del Senato USA rappresenta un passaggio cruciale. Non si tratta solo di difendere la reputazione del marchio, ma di dimostrare in modo credibile che le misure di protezione funzionano davvero. In un contesto in cui la sicurezza dei minori è diventata una priorità regolamentare globale, il settore tecnologico è chiamato a rispondere con più trasparenza, più controlli e meno ambiguità.







