Ricordando l’iPhone 10 Hack strepitosi negli anni

L’iPhone, lo abbiamo ricordato qualche giorno fa in questo articolo, ha compiuto 10 anni, e oramai, come dice la nota canzone di J-AX è diventato una parte del corpo. Ma in questi 10 lunghissimi anni sono successe vari cose, non sempre piacevoli per l’Apple. Vediamo quali sono i più famosi Hack che hanno accompagnato la storia del cellulare:

Il Jailbreak originale…qualcuno si chiederà mai da dove è nato il Jailbreak? Era il 2007, e non è nato certamente solo per installare programmi non firmati dall’Apple. Questo sistema ha anche dato il via al così chiamato “Dropbear”, un hack molto famoso per il tempo.

Jailbreakme…l’evoluzione ha portato anche a Jailbreakme, che ha potuto vedere una lunga evoluzione fino al 2011. Nicholas Allegra, che ha creato questo programma, lavora ora per l’Apple. Al tempo definì l’iPhone come un cellulare veramente troppo facile da hackerare.

L’evento Charlie Miller…Proprio durante quel 2011, Charlie Miller – che aveva precedentemente lavorato per l’NSA – aveva scoperto un codice che gli permetteva di pubblicare un programma infetto nell’App Store dell’Apple. Questo poteva rubare dati e gestire il cellulare a distanza.

L’Apple non c’ha messo troppo a capire la trappola, ed ha da allora bannato l’accesso a Miller ed eliminato il programma. Da allora Miller si diverte a entrare nei sistemi delle automobili e farle sbandare dove decide lui.

Il testo letale…durante il Maggio del 2015, un testo conosciuto come “Effective Power” ha iniziato a circolare per tutti gli iPhones attraverso iMessage. Questo testo, che era letteralmente una combinazione di parole e simboli, era capace di mandare in crash un iPhone senza scampo.

L’Apple c’ha attualmente messo un po’ a sistemare il problema.

Il testo letale, parte due…e durante luglio 2016, un altro evento piuttosto critico ha luogo: basta mandare un messaggio con un immagine particolare per permettere all’iPhone d’essere penetrato da un qualsiasi hacker. E’ stato riparato subito, ma costituisce un altro colpo sulla fiducia della protezione offerta da Apple.

L’epidemia XcodeGhost…anche se l’iPhone non ha visto molti Malware, XcodeGhost rimane comunque un evento che (per fortuna) è come una storia da spauracchio notturno. XcodeGhost proviene da un infezione che è stata infilata furbamente negli strumenti per lo sviluppo delle App per iOS.

Tutti i programmatori che perciò creavano Apps per iOS finivano per inserire anche un virus nell’App Store. Centinaia di Apps sono state infettate. Il Malware puntava solamente ai dati d’accesso di iCloud, che sono finiti in mano agli Hacker. Alla fine del 2015, l’App Store è stata finalmente ripulita.

La strage di San Bernadino…un altro brutto evento nella storia del 2015, ma che ha accompagnato non solo i suoi morti: anche una grossa discussione sulla Privacy. L’FBI aveva recuperato l’iPhone del terrorista, ma non potendo accedervi aveva chiesto all’Apple il modo per decriptare i dati all’interno dello Smartphone.

La casa rifiuta, e questo crea due fronti di protesta: chi vuole che la Privacy è il diritto di tutti e chi vuole che la Privacy sia “selettiva”.

Alla fine, l’FBI trova un contatto che gli fornisce il modo per penetrare l’iPhone. Un milione e (quasi) mezzo dopo, tutti gli iPhone del mondo diventano vulnerabili a questo misterioso hack che ora solo i federali americani possiedono.

Ma non è stato l’unico…attraverso ricompensa, lavorano un po’ tutti. C’è attualmente un mercato sulle vulnerabilità per iOS, quasi come tante taglie sulla testa d’un sistema operativo marchiato Apple.

Durante il 2015, viene imposta una taglia di un milione di dollari per trovare una particolare vulnerabilità in iOS.

Questa viene trovata, e non si conosce di cosa si tratta: al giorno d’oggi tutti gli iPhone sono ritenuti vulnerabili



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