Quanto dura un Hard Disk SSD?

Una unità di memoria a stato solido (in acronimo SSD dal corrispondente termine inglese solid-state drive) in informatica indica una tipologia di dispositivo di memoria di massa (per intenderci un Hard Disk) che utilizza memoria allo stato solido (in particolare memoria flash) per l’archiviazione dei dati. Questa tecnologia è recentemente utilizzata per potenziare i dispositivi come PC, MAC e Notebook visto che garantisce una velocità maggiore rispetto ai vecchi Hard Disk SATA e IDE.

Ma quanto può durare questo tipo di memoria? Dura di più o di meno rispetto ai “vecchi” hard disk che eravamo abituati ad utilizzare nei nostri PC? A porci questa domanda è stato un nostro lettore. Cerchiamo di dare una risposta quanto più realistica e semplice.

L’SSD quanto dura

Le unità allo stato solido (SSD), pur sfruttando una diversa modalità operativa rispetto ai dischi “meccanici”, hanno una vita media talmente lunga da non impensierire né in ambito professionale né tanto meno in quello domestico.

Senza addentraci troppo in tecnicismi che probabilmente non tutti capirebbero, vi basti sapere che un SSD è molto più affidabile di un disco meccanico. In primo luogo proprio perché non ha parti in movimento, quindi non ci sono né piatti né testine che possono danneggiarsi. In seconda battuta è meno soggetto a rompersi a causa di sollecitazioni esterne: bruschi spostamenti, cadute accidentali e così via. Infine, durante il suo funzionamento, produce molto meno calore.

L’unico limite cui deve sottostare nel suo ciclo vitale è la capacità delle proprie celle di memorizzare un numero di dati finito. Questo parametro è riportato da tutti i produttori e possiamo consultarlo sotto la voce TBW che sta Terabytes written o Tarabytes scrivibili. Pensate, ad esempio, che alcuni modelli Samsung come gli 850 PRO da 4 TB hanno un tempo operativo di 600 TBW!

I vantaggi di un disco SSD

La totale assenza di parti meccaniche in movimento porta diversi vantaggi, di cui i principali sono:

  • Non è rumoroso, al contrario degli HDD tradizionali;
  • Minore possibilità di rottura: Il tasso di rottura per gli SSD, infatti, oscilla tra lo 0,5% e il 3%, mentre negli hard disk può raggiungere il 10%
  • Minori consumi elettrici durante le operazioni di lettura e scrittura;
  • Tempi di accesso e archiviazione ridotti, ciò significa più velocità
  • Non necessitano di deframmentazione;
  • Maggior velocità di trasferimento dati;
  • Maggiore resistenza agli urti: le specifiche di alcuni produttori arrivano a dichiarare dati di resistenza molto alti.
  • Minore produzione di calore;
  • Gli SSD SATA hanno la stessa identica forma, dimensione ed interfaccia di collegamento dei dischi rigidi SATA da 2,5″ e sono pertanto interscambiabili con essi senza installare componenti hardware o software specifici.

Analizziamo proprio l’ultimo punto. Gli SSD Sata, grazie alla stessa modalità di collegamento (l’attacco SATA appunto) riescono a far “rivivere” un PC altrimenti obsoleto. Grazie alla spesa di 50/80 euro riuscirete ad avere un PC nuovamente veloce semplicemente sostituendo l’Hard Disk.




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