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Quanto costa il recupero della Costa Concordia?

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Certo che in questi giorni è l’argomento del giorno il recupero del relitto della costa concordia, la più grande operazione di recupero navale per le dimensioni del relitto (lungo 300 metri e pesante 114mila tonnellate). I sommozzatori hanno costruito sul fondale marino una piattaforma che poggia su 21 piloni lunga una volta e mezza un campo di calcio.

Un lavoro titanico, come spiega Franco Porcellacchia, vicepresidente della Carnival Corporation e responsabile del progetto di rimozione:

La peculiarità di questo progetto è che raddrizziamo una nave che è grandissima e non abbiamo dove appoggiarci, se non un fondale artificiale che abbiamo dovuto costruire. Questo è quel che rende incredibilmente grande e unica questa impresa

Poco si parla però dei costi affrontati per questo tipo di recupero e, soprattutto, di li paga.

La questione del recupero è finita anche in Parlamento: ospite di UnoMattina, Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, ha sottolineato che è

Importante che, come assicurato dal prefetto Franco Gabrielli, la collaborazione con la Costa abbia assicurato che i 600 milioni di euro necessari al recupero e alla rimozione in sicurezza del relitto della Concordia siano totalmente a carico della compagnia. È un’operazione senza precedenti, da far tremare le vene e i polsi, ma può essere anche un’occasione di riscatto per il Paese che ha gli occhi del mondo puntati addosso

Da valutare, però, anche i danni all’ambiente e i costi per ripristinare l’ecosistema dell’isola del Giglio.

Questi chi li pagherà?

Eccovi un Time-Lapse di qualche secondo che mostra come la nave sia risalita

httpv://www.youtube.com/watch?v=Nzrk0jvcgWU

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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

1 commento

  1. IDEA PER L’ISOLA DEL GIGLIO IN MERITO ALLA NAVE COSTA CONCORDIA

    Inizialmente l’idea era quella di proporre di prendere in considerazione una eventuale soluzione di lasciare la nave Costa Concordia dove si trova, ancorandola stabilmente alla terraferma con opportuni pilastri con piastre passanti lo scafo, ed aggiuntiva pilastratura e sagomatura a cemento della chiglia in modo da renderla inattaccabile al moto ondoso, il tutto allo scopo di trasformarla in un albergo, realizzazione per la quale cosa si ricostruirebbe l’opera della fiancata di dritta con aggiunta di terrazzamenti a mare così come pure per la murata a mancina; alle estremità di ciascun piano delle terrazze si costruirebbero ad una estremità scivoli a mare con acqua marina addotta con pompe per l’ausilio alla discesa e dall’altro dei trampolini per tuffi, ovviamente con personale di sorveglianza per i trampolini alti, o con esclusione dell’accesso indesiderato, ad evitare che tuffatori inesperti possano ledersi con tuffi sconsiderati e quest’ultimi (trampolini) sarebbero propedeutici anche all’effettuazione di gare per tuffi da altezze elevate.
    Questa idea veniva fortemente compromessa dalla più dettagliata visione del relitto che appare assai compromesso specialmente nella sezione di poppa in cui il peso dei cassoni aggiunto a quello dei motori pare aver flesso pesantemente la struttura rendendo di fatto il relitto irrecuperabile anche a fini statici, a meno che non si volesse rimuovere del tutto la sezione di poppa ricostruendola con dei terrazzamenti.
    Gli interni della nave stessa verrebbero riadattati per l’incremento delle camere per gli ospiti, del personale stagionale assunto a servizio, come pure gli ambienti di ristoro quali ristoranti, bar, saune e piscine, mantenendo teatro, sala giochi per bimbi ed adulti, negozi per lo shopping, eventualmente anche un supermercato ad uso dei gigliesi per la stagione invernale: i comignoli verrebbero rimossi e sostituiti da saloni panoramici interamente in vetro con eventuali bar e/o ristoranti con l’uscita sulla terrazza superiore dotata di telescopi a ringhiera ed ampio spazio per fotografie e filmini ricordo, su uno dei due comignoli si potrebbe anche realizzare un planetario collegato ad una postazione astronomica per una splendida visione panoramica nel dettaglio ingrandito, oppure su uno si costruirebbe la specula e sull’altro il planetario.
    Titolare dell’impresa potrebbe essere un fondo comune attivato dalla regione Toscana, il comune dell’isola medesima, privati cittadini, senza ovvia esclusione della società proprietaria della nave prescindendo dai suoi obblighi di risarcimento nei confronti dei soggetti aventi diritto.
    Quanto sopra è per l’ovvia considerazione che la pubblicità dei luoghi è stata mondiale, la struttura, pur con i notevoli costi di trasformazione è esistente, l’idea è gratis, e non sarà venuta certamente solo a me, quello che occorre è la decisione ed il pecunio, se la prima fosse positiva, il secondo non tarderebbe ad arrivare; il guadagno sarebbe il turismo e l’occupazione anche perché non ci sarebbe turista che si lascerebbe scappare delle visite nella splendida Firenze con i suoi meravigliosi musei e credo che ci guadagnerebbero tutti: ovviamente nel progetto non mancherebbe un pontile di accesso ben armonizzato con l’architettura dei luoghi e, quando non fosse già esistente, non sarebbe da disdegnare un eliporto di collegamento tra le isole toscane e l’aeroporto di Firenze od altro sito all’uopo finalizzato per la costruzione dell’opera, così come pure mi sento di aggiungere che se fosse possibile ripristinare il galleggiamento senza cassoni, il medesimo (relitto) potrebbe essere trainato ed ancorato stabilmente nel lato opposto dello scoglio emergente sul quale si è arenato, ovvero tra lo scoglio ed il porticciolo anziché tra lo scoglio ed il mare aperto; il tutto a lume di naso perché non ho la possibilità di calcolare volumi, distanze e fondali, oppure lo si potrebbe spostare in diversa posizione creandone gli accessi, questo per non interferire con le attività portuali.
    A questo punto i gigliesi potrebbero vagliare l’idea con un referendum e fare il pari e dispari poiché a fronte di un volume turistico decisamente incrementato e di compromessi con l’ambiente, il comune, grazie ai proventi dell’imposta di soggiorno, potrebbe anche eliminare o ridurre la tassa sui rifiuti per i cittadini residenti, oltre al vantaggio occupazionale che vedrebbe interessati i residenti in primis.
    Così mi venuta, così ve la giro restando in attesa dei vostri interessanti e competenti commenti ed opinioni.

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