Provate a cercare Idiot (Idiota) in Google Immagini, esce Donald Trump

E’ proprio cosi amici lettori. Succede su Google immagini se si cerca la parola inglese idiot (che in italiano corrisponde ad idiota). Cerchiamo di capire come mai è stato possibile tutto ciò e il perché.

Google Immagini e la ricerca Idiot

Provate ad andare su Google immagini e cercare la parola inglese idiot. Scoprirete che nelle primissime posizioni ben 9 di esse sono foto dedicate al presidente degli Usa.

Ma perchè è avvenuto tutto ciò? Chi ha reso possibile questo? Google cancellerà immediatamente quest’associazione?

Perché Trump è tra i primi risultati della ricerca “idiot”

In occasione della visita dei giorni scorsi del presidente USA nel Regno Unito, si sono aizzate diverse manifestazioni contro Trump. Sull’onda di questa protesta alcuni attivisti britannici hanno organizzato un Google Bombing (letteralmente “bombardamento di Google”).

Che significa?

In pratica questi attivisti sono riusciti ad “ingannare” il motore Google associando sui propri portali web articoli e post con l’aggettivo “idiota” alle foto del presidente degli Usa. In più hanno condiviso sul famoso social news Reddit i loro articoli facendo cosi diventare il tutto virale.

A quel punto il motore di Google ha preso per buona l’associazione Idiot a Trump ed ecco che nelle prime posizioni esce quasi sempre lui se si cerca la parola.

Certo, l’algoritmo nelle primissime posizioni riporta anche altri personaggi, ma si tratta di poche immagini. Qui parliamo di decine di risultati con Trump ai primissimi posti.

Non è il primo caso

Questo non è certamente il primo caso capitato in Google immagini. Circa due anni fa se si cercava sul noto motore di ricerca delle immagini la parola “rapist” (stupratore) apparivano le immagini dell’ex presidente degli USA Bill Clinton, marito di Hillary che allora se la vedeva contro Trump alle elezioni presidenziali.

C’è anche un altro caso che coinvolgeva sempre presidenti degli USA. Nel 2009, infatti, fu collegata l’immagine della moglie di Barack Obama, Michelle, a una foto razzista di una scimmia con gli orecchini.

Questo fu il comunicato di Google di qualche anno fa sulla vicenda:

A volte i risultati della ricerca possono includere elementi di disturbo, ma le opinioni espresse da questi siti non sono in alcun modo approvate da Google. Il posizionamento dipende in gran parte da algoritmi informatici che utilizzano migliaia di fattori per calcolare la pertinenza di una pagina per una determinata query. Le preferenze di coloro che lavorano da noi, così come le opinioni del pubblico in generale, non determinano o influenzano i nostri risultati di ricerca.

Vediamo se anche stavolta ci sarà una risposta o tutto sarà messo a tacere.




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