I prodotti tecnologici (Smartphone e PC e tablet) aumenteranno di circa 3-4 euro per “colpa” di un emendamento della legge di stabilità a cui in questi giorni sta lavorando il Ministero dei Beni e delle Attività culturali.
Eccovi cosa sostiene l’emendamento
167-bis. Al fine di sostenere il diritto d’autore e le attività dello spettacolo, dall’entrata in vigore della presente legge, i compensi previsti per ciascuno degli apparecchi o supporti di cui al comma 1 dell’articolo 71-septies della legge 22 aprile 1941, n. 633, sono aggiornati, con il decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo di cui al medesimo articolo 71-septies, in misura almeno pari alle corrispondenti medie europee accertate dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentita la Società Italiana Autori Editori (S.I.A.E.), e calcolate con esclusivo riguardo ai Paesi Europei nei cui ordinamenti è prevista la remunerazione della riproduzione privata ad uso personale.
Il 50 per cento dell’eventuale incremento rispetto all’esercizio 2012 dei compensi ripartibili annualmente alla S.I.A.E ai sensi dei commi 1 e 3 dell’articolo 71-octies della legge 22 aprile 1941, n. 633, è destinato dalla S.I.A.E. stessa, d’intesa con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, al sostegno delle attività previste dal comma 2 dall’articolo 2 dello statuto della S.I.A.E
Sembrerebbe, quindi, che l’operazione sia rivolta a “salvare” la SIAE, grossa e vecchia macchina che si muove dietro i diritti d’autore con debiti di circa 1 miliardo di euro. I consumatori, praticamente, verseranno decine di milioni di euro e la SIAE, prima di ripartire tra gli aventi diritto quanto di loro spettanza, oltre a trattenere per sé milioni e milioni di euro a titolo di c.d. rimborso spese per la gestione della copia privata, potrà trattenere anche un cospicuo tesoretto da utilizzare, a propria assoluta discrezionalità, per finanziare iniziative meritevoli nei settori di propria competenza.
Questo è il parlamento!











