Prestiti: in America l'ok parte dall'analisi dei social network!

Quanto di vero e di reale riportate nel vostro profilo Facebook? Quanto di voi in ogni tweet? Perché ciò che facciamo, diciamo e pubblichiamo sui social network viene tenuto sempre più in considerazione.

In America addirittura se si richiede un prestito, la Banca, a titolo di garanzia, setaccia l’attività sui social network per capire se il richiedente può essere un buon pagatore: niente busta paga, utilizzo della carta di credito, contratto lavorativo, adesso il controllo è social.

La notizia è apparsa sul quotidiano Mother Jones: i metodi di controllo e analisi sono diversi e cambiano in base all’ente di credito.

LendUp, ad esempio, ritiene che un’intensa attività sui social network è sintomo di una buona condizione economica; Lenddo, invece, nega i prestiti a chi, tra i suoi amici ha cattivi pagatori: per la serie dimmi chi frequenti, anche virtualmente, e ti dirò chi sei.

Molto più legato alla tradizione Neo, che da Linkedin analizza il curriculum vitae cercando di capire le possibilità di trovare lavoro per un soggetto, nel caso in cui avvenga un improvviso licenziamento.
Questo nuovo metodo di controllo, però non è contemplato nelle leggi americani sui finanziamenti e sicuramente farà parlare molto di sé.




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