Ricevere un messaggio via PEC non significa che il contenuto sia sicuro. È questo l’avvertimento lanciato da CERT-AGID, che ha segnalato una crescita delle campagne di phishing e spam veicolate attraverso la Posta Elettronica Certificata, un canale ormai usato molto sia dalle aziende sia dai privati.
Nel primo semestre dell’anno sono stati individuati e gestiti oltre 650 eventi legati a comunicazioni indesiderate o potenzialmente malevole. In alcuni casi i messaggi arrivano da caselle legittime compromesse dai criminali informatici, in altri da indirizzi creati appositamente per finalità illecite. Il contenuto della truffa può variare: richieste di dati personali, solleciti sospetti o false offerte di servizi.
Phishing e spam via PEC: i segnali da non sottovalutare
Il dato evidenziato da CERT-AGID mostra un fenomeno in crescita costante mese dopo mese. Questo conferma che anche un canale tradizionalmente percepito come affidabile può diventare un veicolo per attacchi mirati. Proprio la reputazione della PEC rende più facile indurre le persone ad abbassare la guardia, accettando come autentico un messaggio che in realtà nasconde un tentativo di frode.
CERT-AGID, il Computer Emergency Response Team dell’Agenzia per l’Italia Digitale, dispone di un canale diretto con i gestori PEC italiani. Questo permette di intervenire rapidamente: se la casella è legittima ma compromessa, viene richiesto il reset; se invece l’account è stato creato con intenti malevoli, si procede alla dismissione. Un meccanismo utile, ma che non elimina il rischio per chi riceve il messaggio sospetto.
Come comportarsi quando arriva una PEC sospetta
Le regole di prudenza sono le stesse valide per qualsiasi email, ma con la PEC è importante fare ancora più attenzione. Non bisogna aprire link presenti nel messaggio, perché potrebbero rimandare a pagine di phishing pensate per rubare credenziali o dati sensibili. Allo stesso modo, è meglio non scaricare né aprire allegati di cui non si conosce con certezza l’origine.
Segnalare gli abusi per limitare i danni
Se si sospetta un tentativo di phishing o un’attività malevola, è opportuno segnalarlo subito al gestore PEC di riferimento e a CERT-AGID all’indirizzo malware@cert-agid.gov.it. La segnalazione aiuta a identificare più rapidamente le campagne in corso e a ridurre l’impatto di messaggi che, proprio perché arrivano su un canale considerato sicuro, possono risultare particolarmente insidiosi.







