Con un comunicato ufficiale, lo staff di Phica ha annunciato la chiusura definitiva della piattaforma. Nata come spazio di discussione e condivisione personale, il social aveva l’obiettivo di offrire un ambiente sicuro per chi desiderava certificarsi e condividere contenuti con maggiore tutela rispetto ad altri network.
Perché Phica chiude, il motivo
Secondo quanto riportato nel comunicato, la decisione deriva dall’impossibilità di arginare comportamenti tossici e usi scorretti della piattaforma. Proprio come accaduto in passato con realtà come Facebook o i gruppi su Telegram, anche su Phica si sono verificati episodi che hanno snaturato lo spirito originario del progetto.
Nonostante gli sforzi per mantenere alta la qualità delle interazioni, la comunità ha iniziato a essere percepita più come un luogo da cui allontanarsi che come uno spazio di cui andare fieri. Questo ha portato alla scelta di “chiudere e cancellare definitivamente tutto ciò che è stato fatto di sbagliato”.
Le precisazioni dello staff di Phica
Nel comunicato di chiusura, il team ha voluto ribadire alcuni punti fondamentali:
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Violenza: sempre vietata, bloccata e denunciata.
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Minorenni e contenuti pedopornografici: mai tollerati, sempre segnalati e denunciati.
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Offese e linguaggi denigratori verso le donne: vietati e segnalati alle autorità competenti.
Lo staff ha inoltre ricordato la collaborazione ventennale con le forze dell’ordine italiane e internazionali, sottolineando come Phica abbia fornito dati e supporto in indagini anche di grande rilievo, come quella seguita dal giudice Cantone.
Un addio con riconoscenza
Phica si congeda dai propri utenti ricordando di essere stata, pur tra luci e ombre, una comunità con l’intento di creare uno spazio diverso. Lo staff ringrazia tutti coloro che hanno preso parte al progetto, sottolineando che questa scelta dolorosa nasce dalla volontà di difendere i valori con cui la piattaforma era nata












