Pedofili in My Talking Tom e Talking Angela, ecco 10 motivi per i quali è una BUFALA

Impazza sempre di più sul web, soprattutto tra i ragazzi più piccoli, la notizia che dietro le applicazioni per smartphone (iOS ed Android) chiamate rispettivamente Talking angela e My talking Tom vi siano dei pedofili.

Anche la polizia avrebbe ricevuto una serie di denunce da parte di mamme preoccupate per le strane domande rivolte dal “gattino virtuale” dell’applicazione e dall’accensione automatica di una web cam al momento dell’apertura della stessa app.

Addirittura sono stati creati su facebook dei gruppi di discussione dove si legge di tutto di più, eccovi quello più famoso (My Talking Tom e Talking Angela Bufala o realtà)

La società produttrice di queste app ha già smentito tutto e Naked Security, autorevole sito di sicurezza informatica, ha confermato la non pericolosità del gioco, trattandosi di una semplice bufala.

Noi di chiccheinformatiche siamo stati tra i primi a parlare di BUFALA e adesso abbiamo deciso di fornirvi alcune motivazioni per tranquillizarvi ancora di più:

1) La polizia postale (uno degli organi preposti alla sicurezza informatica) non ha rilevato alcuna prova a supporto delle segnalazioni ricevute da alcuni genitori

2) La notizie secondo cui un pedofilo abbia raggiunto determinati utenti parte dagli Stati Uniti e farebbe riferimento ad un presunto pedofilo del Missouri – ma non è legato all’applicazione

3) Nelle norme sulla privacy di Outfit7(azienda produttrice dell’app) si legge:

“I nostri prodotti e servizi non sono destinati a bambini di età inferiore a 13 anni e non ne raccogliamo informazioni personali. Se veniamo a conoscenza che abbiamo raccolto informazioni di bambini sotto i 13 anni, prenderemo le dovute azioni per cancellare le informazioni il più presto possibile. Se vi accorgete che il vostro bambino ci ha fornito informazioni personali senza il vostro consenso, per favore contattateci a http://outfit7.com/contact/

 

4) Seconsiderate che l’azienda produttrice del gioco ha circa 50 milioni di utenti, anche se fosse vero come farebbero a vedervi tutti? Seconda cosa, sempre facendo l’ipotesi che il tutto sia vero, come si spiega il fatto che la stanza del pedofilo sia sempre la stessa?

5) Il riflesso che si vede nell’occhio di Angela (di cui si è tanto discusso) non è affato la stanza del presunto Pedofilo ma semplicemente il riflesso di quanto si trova di fronte al gatto virtuale in quella strada di Parigi. Avete visto che “angela” è seduta dentro un bar?

talking angela riflesso parigi occhi pedofilo

6) Le domande e le risposte poste al gatto prevedono delle risposte RANDOM(casuali) e alcune volte il gatto ci prende ed altre no. Il tutto è frutto di alcune tecniche di intelligenza arficifiale e di auto-apprendimento.

7) Una delle società più famose al mondo che si occupa di HACKER e sicurezza informatica (la Sophos) ha detto che il tutto è una gran bufala.

8) Secondo voi Apple (che controlla le applicazioni una ad una che vengono inviate allo store) avrebbe mai fatto “passare” qualcosa del genere? Sarebbe un danno anche alla sua immagine, non credete?

9) Come riporta il sito Naked Security(specializzato in truffe online) tutte le accuse rivolte a Talking Angela sono infondate e non vi sarebbero evidenti problemi di privacy.

10) FORSE il punto più importante.

A scopo di esempio vi riporto una conversazione fatta con il gatto da un sito specializzato in antibufale(il disinformatico), dove il gatto risponde cose a caso senza alcuno collegamento logico alle domande(questo è frutto di un intelligenza artificiale come detto)

Utente: Mi piacciono gli unicorni.

Angela risponde: Ottimo. Alla maggior parte della gente servono vestiti per lavoro o per scuola, qualcosa che dia loro un aspetto professionale e un po’ più elegante.

Utente: Io vivo a Lugano.

Angela: Io vivo con i miei coinquilini in un appartamento a Parigi.

Utente: Io vivo in una scatola di cartone.

Angela: Grazie di avermelo detto. Ti piacciono gli animali?

Se vogliamo parlare di VERI PERICOLI dell’applicazione allora dobbiamo “SOLO” dire che tutte le app di questo genere, pensate per i bambini, è che invitano insistentemente a fare acquisti in-app di oggetti virtuali a prezzi assolutamente indecenti, che si pagano tramite la carta di credito (o carta iTunes) memorizzata nell’account legato all’iPhone o iPad.

Soldi veri in cambio di oggetti immaginari. Il consiglio che vi diamo e di non dare password di apple store ai bambini in modo che non possano acquistare prodotti.

Capito?




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    • mm

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