La patente di guida nell’app IO continua a crescere in popolarità, con oltre 10 milioni di caricamenti che confermano il successo dell’iniziativa IT-Wallet. Ma non tutti riescono a completare la procedura: per alcuni cittadini, infatti, l’operazione si blocca a causa di un dettaglio anagrafico apparentemente banale, ma decisivo.
Il problema riguarda chi ha una dieresi nel nome o nel cognome, come ä, ö o ü. In questi casi, durante l’aggiunta del documento nell’applicazione compare un messaggio di errore e il processo si interrompe prima del completamento. Una situazione che ha portato alla luce un limite tecnico ancora irrisolto, soprattutto in alcune aree del Paese.
Patente nell’app IO: il problema delle dieresi
La criticità è stata portata all’attenzione pubblica da Maria Elisabeth Rieder del Team K, con un’interrogazione in Consiglio in Provincia di Bolzano. Secondo quanto emerso, il blocco si verifica quando nel nome o nel cognome sono presenti caratteri non gestiti correttamente dal sistema. Il risultato è un messaggio di errore, indicato come “Problema anagrafe”, che impedisce di andare avanti.
Non si tratta di una semplice seccatura tecnica. La patente caricata nell’app IO ha infatti valore legale e può essere esibita, ad esempio, durante un controllo delle forze dell’ordine. Per questo motivo, l’impossibilità di aggiungere il documento crea una disparità concreta tra cittadini, escludendo di fatto chi incontra questo ostacolo solo per ragioni legate al proprio nome.
La risposta della Provincia e il ruolo degli enti competenti
Il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, ha spiegato che la questione è già nota da tempo ed è stata segnalata all’inizio dell’anno al Ministero dell’Interno. Anche il ministro Matteo Piantedosi sarebbe stato informato del problema. Secondo quanto riferito, sono in corso valutazioni per individuare una soluzione efficace, anche se al momento non sono stati comunicati né tempi certi né modalità di intervento.
La gestione tecnica dovrebbe coinvolgere soprattutto PagoPA, che cura lo sviluppo dell’app IO, e la Motorizzazione Civile, responsabile della presa in carico delle richieste per l’inserimento della patente nella sezione Portafoglio. Sarà quindi necessario un adeguamento del sistema affinché il servizio funzioni correttamente per tutti, senza esclusioni legate a caratteri presenti nei dati anagrafici.
Un problema di inclusione digitale da risolvere
La vicenda riaccende il tema dell’accessibilità nei servizi pubblici digitali. Se da un lato la digitalizzazione semplifica i processi e rende più rapido l’uso dei documenti, dall’altro non può trasformarsi in un ostacolo per chi ha caratteristiche anagrafiche particolari. Le dieresi sono parte integrante della lingua e dell’identità di molte persone, e non dovrebbero rappresentare un impedimento all’uso di un servizio pubblico.
Nel contesto dell’IT-Wallet, il caso della patente nell’app IO mostra quanto sia importante testare le soluzioni digitali in modo completo, includendo tutte le varianti possibili dei dati personali. Solo così si potrà garantire un accesso davvero uniforme ai documenti digitali, evitando che un dettaglio tecnico si traduca in un’esclusione concreta per una parte dei cittadini.







