Nuovo malware che fa finta di essere WhatsApp, ecco cosa succede | Attenzione

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I cybercriminali ogni giorno ne pensano una per ingannare i milioni di utenti che utilizzano smartphone e tablet, in particolar modo quelli Android. Si Android, sempre lui, è il sistema operativo più utilizzato al mondo ma, per la sua frammentazione, è anche il sistema operativo più a rischio malware, virus e truffe di ogni genere.

Quello che vi segnaliamo oggi, in particolare, prende di mira il noto client di messaggistica per smartphone WHATSAPP e altre app famose del settore

Cosa succede?

Questo malware è davvero molto particolare! È in grado di camuffarsi da WhatsApp, Uber, Play Store e molte altre applicazioni con l’intento di rubare dati sensibili degli ignari utenti tramite azione di phishing. Questo malware è in grado di simulare quasi alla perfezione le interfacce relative a queste famose app e sarebbe già molto diffuso in Danimarca, Italia e Germania dove avrebbe raggiunto già circa 130.000 click

Come si viene infettati?

Secondo quanto dichiarato dalla FireEye, una società specializzata nel settore sicurezza, il malware si starebbe diffondendo tramite SMS.

L’SMS in questione parlerebbe, almeno stando a quello da noi raccolto, ad un ipotetico ordine non consegnato. Non siamo riusciti a consegnare il tuo ordine. Si prega di consultare le informazioni di spedizione qui

Come funziona il malware?

Una volta che il malware riesce a introdursi nello smartphone, identifica l’applicazione più utilizzata sul dispositivo(che quasi probabilmente risulta essere Whatsapp). Fatto questo, si sovrappone all’applicazione e chiede l’inserimento di dati personali come le credenziali bancarie.

L’utente, pensando di star immettendo i propri dati in una applicazione conosciuta, famosa e sicura non ci pensa due volte ad inserirli (ovviamente ci riferiamo sempre ad utenti meno esperti)

Come proteggersi?

La raccomandazione è sempre la stessa che facciamo ogni volta, amici lettori. Evitate di scaricare app o file Apk da store o siti che non siano riconducibili a google ed al suo store Google Play Store.

Inoltre, bisogna schivare i classici banner pubblicitari, soprattutto quelli più strani e particolari, mentre si naviga in internet

ATTENZIONE!

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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

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