Nuovi aumenti in vista per Spotify, che punta a reperire risorse per finanziare lo sviluppo di nuove funzionalità e accelerare verso l’ambizioso obiettivo di raggiungere un miliardo di utenti.
La decisione arriva in un momento cruciale per la piattaforma di streaming musicale: nel secondo trimestre dell’anno, infatti, gli abbonati sono cresciuti del 12% su base annua, raggiungendo quota 276 milioni, mentre gli utenti attivi mensili si attestano poco sotto i 700 milioni. Tuttavia, nonostante la crescita, il bilancio ha registrato un nuovo segno rosso, con profitti in calo e un titolo in Borsa che, alla pubblicazione dei risultati, ha perso in doppia cifra.
Spotify: l’aumento del piano Premium da settembre
Dopo l’annuncio di luglio, è ormai certo: a partire da settembre 2025, l’abbonamento Spotify Premium senza pubblicità subirà un rincaro di 1 euro, passando dagli attuali 10,99 euro a 11,99 euro al mese.
L’incremento rientra in una strategia più ampia di revisione dei prezzi, con cui l’azienda svedese punta a stabilizzare i conti e garantire maggiori investimenti in intelligenza artificiale, personalizzazione dei contenuti e nuove esperienze di ascolto.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Gli analisti vedono questa manovra come un passaggio obbligato: il modello di business di Spotify resta fortemente dipendente dal numero di abbonati paganti, e con margini sempre più compressi dall’aumento dei costi e dalle royalties agli artisti, la leva del prezzo appare inevitabile.
Gli utenti, dal canto loro, potrebbero mostrare resistenza al nuovo rincaro, soprattutto in un mercato ormai saturo di alternative. Tuttavia, Spotify conta sulla forza del suo brand, sulla leadership nel settore e su nuove funzionalità capaci di migliorare l’esperienza d’uso, per fidelizzare il pubblico anche di fronte a tariffe più alte.












