Dal 12 agosto cambiano le indicazioni per chi usa ogni giorno cialde e capsule del caffè. Con il Regolamento UE 2025/40, infatti, i produttori dovranno spiegare in modo più chiaro come smaltire questi imballaggi, riducendo dubbi ed errori davanti ai bidoni di casa.
Per i consumatori non cambia il gesto del caffè, ma cambia l’attenzione richiesta dopo l’uso: guardare la confezione, verificare il materiale e controllare sempre le regole del proprio Comune. La stessa capsula, in città diverse, può seguire percorsi differenti nella raccolta differenziata.
Capsule caffè e nuove regole UE 2025/40
Il nuovo regolamento europeo include tra gli imballaggi anche cialde permeabili, capsule che si ammorbidiscono dopo l’uso e unità monodose non permeabili a contatto con il caffè usato. L’obiettivo è rendere più semplice il recupero dei materiali e ridurre gli imballaggi monouso, con un percorso che andrà avanti fino al 2030.
Il primo passaggio concreto riguarda proprio l’informazione in ეტichetta: sulle confezioni dovranno comparire indicazioni più precise sul materiale e, quando previsto, sulla destinazione corretta nella raccolta differenziata. Non saranno più sufficienti formule generiche o troppo vaghe.
Come si buttano le capsule in base al materiale
Le capsule compostabili certificate EN 13432 possono essere conferite nell’organico, insieme al residuo di caffè, dove il Comune lo consente. In questo caso il percorso è il più lineare, perché capsula e fondo seguono la stessa destinazione e possono andare al compostaggio senza svuotare il contenuto.
Per le capsule in plastica serve più attenzione. Non è automatico che vadano nella plastica ovunque: conta ciò che indica l’etichetta e conta soprattutto ciò che gli impianti locali riescono davvero a recuperare. In alcuni casi la capsula va aperta, con il caffè nell’umido e l’involucro nella raccolta indicata.
Situazione simile per le capsule in alluminio, che in certi territori possono essere raccolte con plastica e metalli o nel circuito degli imballaggi metallici. A Milano, per esempio, dal 2026 le capsule in alluminio potranno essere gettate nel sacco plastica-metalli anche con i residui all’interno, grazie a un impianto dedicato.
Il Comune resta decisivo per la raccolta differenziata
La nuova disciplina europea non sostituisce le indicazioni locali. Anzi, il ruolo dei Comuni e dei gestori della raccolta resta centrale, perché impianti, sistemi di selezione e possibilità di recupero non sono uguali dappertutto. È per questo che lo stesso prodotto può avere una destinazione diversa da una città all’altra.
Nel caso delle capsule multimateriale, per esempio, se le parti si separano a mano ciascun componente va nella raccolta corretta; se non si separano, bisogna seguire le istruzioni della confezione e del servizio locale. La regola più utile, quindi, è semplice: leggere l’etichetta e verificare sempre le indicazioni del proprio Comune. Per i fondi di caffè, invece, il destino resta più chiaro: vanno nell’organico.







