Negli ultimi giorni sempre più utenti stanno segnalando un messaggio preoccupante: “Nexi operazione di 950,00 €. Se non sei tu chiama il numero antifrode”. A prima vista può sembrare un avviso ufficiale, pensato per proteggere il titolare della carta da un pagamento sospetto. In realtà, si tratta dell’ennesimo tentativo di phishing, studiato per rubare dati sensibili e mettere a rischio il conto della vittima. Il numero del mittente (che quasi sicuramente cambia di volta in volta) è 3534925577, mentre quello a cui si chiede di chiamare è 0221116591.
Ho ricevuto un SMS “Nexi operazione di 950,00 €”: come funziona davvero questa truffa
Il meccanismo è sempre lo stesso. La persona riceve un SMS o un’email che sembra provenire da Nexi e che comunica l’avvio di un’operazione di pagamento, spesso per importi molto alti, come i 950 euro del caso più comune. Nel testo viene suggerito di intervenire subito per bloccare la presunta operazione, fornendo due vie: chiamare un numero “antifrode” o cliccare su un link per verificare la transazione. È proprio qui che scatta la trappola. Né il numero né il link appartengono a Nexi, ma a malintenzionati che sfruttano l’urgenza e la paura di perdere soldi per convincere la vittima a fornire dati bancari, codici OTP, password o credenziali d’accesso.
Il messaggio ha un aspetto credibile e spesso viene visualizzato nella stessa conversazione degli SMS ufficiali Nexi, un trucco molto comune che sfrutta limiti tecnici dei sistemi di messaggistica. Nonostante ciò, ci sono segnali che dovrebbero far scattare l’allarme. Il mittente, per esempio, di solito non coincide con quelli utilizzati da Nexi, e anche il tono del testo è più aggressivo rispetto alle comunicazioni autentiche. Ma l’elemento più importante è il modo in cui viene richiesto l’intervento dell’utente: Nexi non invita mai a bloccare un’operazione tramite link o numeri non verificati.
Come proteggersi
Per proteggersi è fondamentale mantenere la calma e non farsi guidare dalla fretta che questi truffatori cercano di generare. Il link presente nel messaggio porta quasi sempre a un sito falso che copia in tutto e per tutto la grafica originale di Nexi, ma che serve unicamente a sottrarre credenziali. Anche la telefonata al numero indicato non è sicura: risponderà un finto operatore che cercherà con insistenza di farsi consegnare informazioni sensibili.
La difesa migliore è sempre la verifica diretta. In caso di dubbio è consigliabile aprire l’app Nexi o il sito ufficiale digitando manualmente l’indirizzo nel browser, senza usare collegamenti ricevuti via SMS o email. Se c’è davvero un’operazione sospetta, sarà segnalata lì. In alternativa è possibile contattare il servizio clienti Nexi utilizzando soltanto i numeri riportati sul sito ufficiale, evitando qualsiasi contatto presente nel messaggio sospetto.
Segnalare questi tentativi alle autorità o direttamente a Nexi può aiutare a contenere la diffusione della truffa e a proteggere altri utenti. Questo tipo di attacco sfrutta la cosiddetta ingegneria sociale, una tecnica che punta a manipolare le emozioni della vittima. Più il messaggio fa leva su paura, urgenza o senso di pericolo, più è probabile che qualcuno cada nella trappola.
Nexi non c’entra nulla con questi messaggi
È importante chiarire che Nexi è completamente estranea a questi messaggi truffa ed è, a sua volta, parte lesa. Gli SMS e le email che circolano non provengono in alcun modo dai canali ufficiali della società, ma sono inviati da criminali informatici che sfruttano il nome e il brand Nexi per rendere più credibile il tentativo di frode.
Nexi non ha alcuna responsabilità nella diffusione di queste comunicazioni e non richiede mai di bloccare operazioni tramite link sospetti o numeri non verificati. L’azienda è vittima dell’uso illecito della propria identità e invita gli utenti a prestare attenzione, affidandosi esclusivamente ai canali ufficiali per qualsiasi verifica o comunicazione relativa alla propria carta o ai pagamenti online.
Ricordarlo è fondamentale per evitare fraintendimenti: la truffa non è in alcun modo riconducibile a Nexi, che anzi collabora attivamente con le autorità per contrastare questi tentativi di phishing.










