I Mondiali 2026 stanno già attirando l’attenzione dei cybercriminali. Come spesso accade in occasione di grandi eventi globali, la passione dei tifosi diventa un’occasione perfetta per mettere in campo truffe, phishing e siti falsi costruiti per sembrare affidabili.
Una ricerca di FortiGuard Labs mostra che tra gennaio e maggio sono stati registrati oltre 13.000 nuovi domini legati al torneo, e che l’8,8% di questi è risultato malevolo o sospetto. Numeri che confermano quanto il contesto sportivo sia diventato un terreno fertile per raggiri legati a biglietti, streaming, viaggi e merchandising.
Mondiali 2026 e truffe online: i rischi più diffusi
Le campagne individuate dai ricercatori sfruttano in particolare la forte domanda di biglietti e contenuti esclusivi. Molti siti fraudolenti propongono presunte vendite ufficiali, rivendite last minute, pacchetti hospitality o accessi allo streaming delle partite, ma in realtà servono solo a sottrarre denaro o dati personali.
Il meccanismo è sempre più raffinato: le pagine appaiono credibili, con loghi, grafiche e linguaggio molto simili a quelli dei siti autentici. Per pochi secondi, il tifoso può avere la sensazione di trovarsi davanti a un servizio legittimo. È proprio in quel momento che i criminali cercano di ottenere informazioni di pagamento, credenziali o altri dati sensibili.
Phishing, ticketing falso e app malevole
Tra le minacce più ricorrenti ci sono le campagne di phishing, le false piattaforme di ticketing e i negozi online contraffatti dedicati al merchandising. A queste si aggiungono anche applicazioni Android distribuite tramite APK fuori da Google Play e dagli store certificati, spesso mascherate da app utili o legate all’evento.
Queste app possono nascondere malware capaci di rubare dati, monitorare attività o mostrare pubblicità fraudolenta. In altri casi l’obiettivo è intercettare credenziali e informazioni finanziarie. Per questo è fondamentale scaricare software solo da fonti ufficiali e diffidare di link condivisi in modo improvviso sui social o nelle chat.
Social fake e canali Telegram: come difendersi
Un’altra area particolarmente colpita è quella dei social media. Secondo l’analisi, i criminali sfruttano soprattutto Facebook e Instagram, che raccolgono il 90% dei casi segnalati, usando account falsi di squadre, calciatori o presunti operatori del settore. In parallelo, nei mercati internazionali stanno aumentando anche i canali Telegram che promettono biglietti inesistenti o offerte imperdibili.
La regola più importante è verificare sempre la fonte prima di acquistare o inserire dati personali. È bene controllare l’URL del sito, confrontarlo con i canali ufficiali e diffidare di offerte troppo convenienti o urgenti. Anche nel caso dei Mondiali 2026, la prudenza resta lo strumento migliore per evitare di trasformare l’entusiasmo per il calcio in un danno economico.












