Mobile-first indexing enabled – Cosa significa?

In queste settimane molti webmaster e possessori di siti web, che utilizzano strumenti webmaster di Google, stanno ricevendo una mail da parte del TEAM di Google che segnala come oggetto “Mobile-first indexing enabled”. Cosa significa questo messaggio? A cosa si va incontro? Cerchiamo di capirne di più.

Mobile-first indexing enabled: La Mail di Google

Google attraverso una mail vi segnala che:

Gentile utente di Search Console,

Stiamo aggiornando una o più delle tue proprietà nell’ambito dell’iniziativa incentrata sui contenuti per dispositivi mobili. Ciò significa che potresti riscontrare nei log relativi a tali proprietà un aumento del traffico proveniente da Googlebot per smartphone. Potresti notare anche che gli snippet nei risultati della Ricerca Google sono generati dalla versione per dispositivi mobili dei tuoi contenuti.

Poi c’è l’elenco dei siti per cui Google ha iniziato ad effettuare la scansione in modalità mobile.

La mail poi continua dicendo:

Background: l’indicizzazione con priorità ai contenuti per dispositivi mobili comporta l’utilizzo da parte di Googlebot della versione per dispositivi mobili del tuo sito per l’indicizzazione e il ranking, per aiutare meglio gli utenti (soprattutto su dispositivi mobili) a trovare i contenuti che cercano. I sistemi di scansione, indicizzazione e ranking di Google hanno sempre utilizzato la versione desktop dei contenuti del tuo sito, il che può dar luogo a problemi per gli utenti che eseguono ricerche dai dispositivi mobili quando la versione desktop è diversa da quella per dispositivi mobili. Dalla nostra analisi emerge che le versioni per dispositivi mobili e desktop del tuo sito sono equiparabili.

Cosa significa quest e-mail

Questa mail indica che sebbene prima Google scansionasse già il mobile, il processo di scansione SOLO su mobile è completato, quindi ora Google per valutarvi farà riferimento a come è fruibile il vostro sito da cellulare. Se quindi il vostro sito è lento sulla versione smartphone, vi conviene subito correre ai ripari, magari con un plugin di cache performante, se usate WordPress.

Tutto chiaro? A disposizione per eventuali chiarimenti.




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