Qualche giorno fa vi parlammo della denuncia fatta da Kaspersky nei confronti di Microsoft accusata di avere una posizione dominante (e quindi di fare concorrenza sleale) all’interno di Windows 10 per quanto riguarda l’antivirus.
L’accusa
Kaspersky lamenta soprattutto il fatto che agli sviluppatori di software indipendenti sono dati “solo” 7 giorni prima del rilascio di ogni nuova release di Windows 10 per rendere il loro software compatibile con il nuovo sistema operativo.
Un periodo di tempo troppo breve per assicurarsi che il software funzioni a dovere e sia compatibile con la nuova piattaforma software.
Le considerazioni di Microsoft
Attraverso un post su TechNet, senza mai menzionare Kaspersky(ma il riferimento è logicamente ovvio), il colosso di Redmond ha parlato di un approfondimento sulla gestione del rapporto tra Windows e i produttori di antivirus.
E’ logicamente scontato che il riferimento vada anche e soprattutto a Kaspersky visto che si parla per esempio, proprio della questione del tempo messo a disposizione degli sviluppatori per testare il loro software: Microsoft argomenta che il programma Insider è fatto apposta; e come se non bastasse, attraverso l’iniziativa MVI (Microsoft Virus Initiative), la società ha condiviso con i produttori di antivirus molti dettagli tecnici sulle tecnologie della società per spingere ancora più in avanti il settore.
Viene poi argomentata anche l’attivazione di Windows Defender quando un antivirus di terze parti scade, trattasi di una scelta obbligatoria per garantire la sicurezza degli utenti visto che l’obiettivo è quello di rendere i PC sicuri visto che gli utenti non hanno rinnovato consapevolmente l’antivirus avendo ricevuto più volte le notifiche di rinnovo.
Si tocca infine l’argomento relativo alla collaborazione tra software house: Microsoft sottolinea che da 20 anni coinvolge fattivamente tutte le software house che sviluppano gli antivirus in tutto il mondo per proteggere gli utenti di Windows di fronte alle nuove minacce e ha atteso con impazienza la collaborazione con questi partner per raggiungere l’obiettivo reciproco di proteggere i clienti.
Che ne pensate? Chi ha ragione? Diteci la vostra.










