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Meta contro le truffe online: 159 milioni di annunci rimossi e milioni di account eliminati

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La lotta alle truffe online continua a essere una delle sfide principali per le grandi piattaforme digitali. I numeri diffusi da Meta mostrano l’enorme portata del fenomeno: nel 2025 sono stati rimossi 159 milioni di annunci truffa e quasi 11 milioni di account Facebook e Instagram collegati a centri criminali sono stati eliminati.

Tra le operazioni più rilevanti c’è stata anche una collaborazione con la polizia thailandese, che ha portato alla disabilitazione di 150.000 account collegati a reti criminali. L’operazione si è conclusa con 21 arresti, dimostrando quanto ormai le truffe online siano spesso gestite da organizzazioni strutturate.

Numeri impressionanti che però sollevano anche una domanda inevitabile: se i truffatori sono così numerosi nonostante gli sforzi delle piattaforme, quanto era grave la situazione prima?

Meta: nuovi avvisi su Facebook contro le richieste di amicizia sospette

Per contrastare le truffe, Meta sta introducendo nuovi strumenti di prevenzione direttamente nelle sue piattaforme. Su Facebook, per esempio, è in fase di test un sistema di avvisi quando si riceve una richiesta di amicizia da un account sospetto.

Il sistema segnala alcuni possibili campanelli d’allarme, tra cui:

  • assenza di amici in comune

  • posizione in un Paese diverso dal proprio

  • account creato di recente

L’avviso non blocca automaticamente la richiesta di amicizia, ma evidenzia i red flag prima che l’utente accetti il contatto. In questo modo chi riceve la richiesta ha il tempo di valutare se fidarsi o meno del profilo.

WhatsApp introduce avvisi contro il furto dell’account

Anche su WhatsApp arrivano nuove misure di sicurezza pensate per fermare una delle truffe più diffuse: il furto dell’account tramite collegamento del dispositivo.

Il meccanismo della truffa è relativamente semplice. Il malintenzionato convince la vittima a scansionare un codice QR, spesso con una scusa credibile come la verifica dell’account o la conferma dell’identità. In realtà, quel codice serve per collegare il dispositivo del truffatore all’account WhatsApp della vittima.

Una volta completato il collegamento, il criminale può ottenere accesso ai messaggi e sfruttare l’account per ulteriori truffe.

Con il nuovo sistema, WhatsApp mostrerà un avviso di sicurezza prima di completare il collegamento, indicando anche da dove proviene la richiesta. In questo modo l’utente può accorgersi del rischio prima che sia troppo tardi.

Messenger rafforza il rilevamento delle truffe nelle chat

Meta sta potenziando anche le difese su Messenger. Nel corso del mese il sistema di rilevamento automatico delle truffe verrà esteso a un numero maggiore di Paesi.

Il sistema analizza i modelli di conversazione tipici delle frodi online. Tra i casi più comuni ci sono:

  • offerte di lavoro sospette
  • messaggi provenienti da contatti sconosciuti
  • richieste economiche improvvise

Quando il sistema riconosce uno schema tipico di truffa, mostra un avviso all’utente prima che la conversazione prosegua, riducendo il rischio di cadere nella trappola.

Più controlli sugli inserzionisti per ridurre gli annunci truffa

Un’altra area su cui Meta sta intervenendo riguarda la pubblicità. L’azienda sta intensificando la verifica degli inserzionisti, con l’obiettivo di arrivare entro fine anno a un dato molto ambizioso: il 90% dei ricavi pubblicitari provenienti da inserzionisti verificati.

Attualmente questa quota è intorno al 70%.

L’attenzione sarà concentrata soprattutto sulle categorie considerate ad alto rischio, mentre le attività a basso rischio – come piccole attività locali – rappresenteranno il restante 10%.

Le truffe online sono sempre più organizzate

Meta riconosce apertamente che il fenomeno delle truffe online non solo continua a crescere, ma sta diventando anche sempre più sofisticato.

Non si tratta più del singolo truffatore isolato. In molti casi dietro queste attività ci sono veri e propri centri criminali organizzati, spesso localizzati nel Sud-est asiatico, che operano come aziende strutturate.

Queste organizzazioni funzionano con dipendenti, turni di lavoro e obiettivi di produzione, proprio come una normale impresa.

La sfida delle piattaforme: fermare un fenomeno in continua crescita

I nuovi strumenti introdotti da Meta rappresentano un passo avanti nella prevenzione delle truffe online. Avvisi di sicurezza, controlli sugli inserzionisti e sistemi di rilevamento automatico possono aiutare molti utenti a riconoscere i tentativi di frode.

Tuttavia i numeri parlano chiaro: 159 milioni di annunci truffa rimossi in un solo anno dimostrano quanto le piattaforme social restino uno dei principali terreni di caccia per i criminali digitali.


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CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

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