Malware, anche loro sfruttano il Cloud

Parallelamente al mondo mobile si sta sviluppando già da tempo il cloud computing che giorno dopo giorno risulta essere sempre più utilizzato. Pare che il cloud oltre ad essere una comodità per i normali utenti lo sia anche per i cybercriminali.

Infatti questi malfattori hanno messo a punto una nuova tecnica denominata “Stealth Cloud” che sposta il grosso delle minacce sui server remoti.

In particolare si parla di trojan che hanno come obiettivo il furto d’identità soprattutto quando quest’ultima è legata ai dati bancari. I normali trojan di questo tipo dopo essersi riusciti a intrufolarsi nel PC della vittima si collegano poi ad un sito web per scaricare il grosso del “malware”.

Al contrario grazie alla tecnica dello “Stealth Cloud” le diverse parti che compongono il trojan sono spostate nella nuvola. In questo modo è più difficile da parte degli antivirus e delle banche riuscire a rilevare questo tipo di malware.

stealth-cloud

In pratica il malware si nasconde nel Cloud con meno possibilità di essere scoperto e sui PC infettati c’è solo l’essenziale, inoltre in questo modo è anche più facile per gli hacker cambiare la configurazione del malware intervenendo direttamente sul Cloud e non sulle singole macchine infette. 

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