Home Sicurezza LockBit e Operazione Cronos: arrestati 2 affiliati e pubblicato lo strumento decryptor...

LockBit e Operazione Cronos: arrestati 2 affiliati e pubblicato lo strumento decryptor per recuperare i dati gratis

0
1126
ransomware

Un’ampia azione congiunta tra le forze dell’ordine di varie nazioni ha portato alla cattura di due membri del collettivo ransomware LockBit, avvenuta in Polonia e in Ucraina. Parallelamente, è stato sviluppato e distribuito un software di decrittazione per permettere il recupero senza costi dei dati cifrati dal software malevolo. In aggiunta, è stata effettuata la confisca di oltre 200 wallet di criptovalute ricollegati a proventi illeciti, conseguenza dell’infiltrazione nei server operati dall’organizzazione criminale.

LockBit, le autorità internazionali fermano l’attività criminale

Buone notizie sul fronte della sicurezza informatica internazionale. Si perchè grazie ad un’operazione congiunta – tra varie forze dell’ordine di diversi stati – definita “Operazione cronos” di Fbi (Usa), si è giunti al sequestro del sito utilizzato dalla cybergang LockBit per estorcere denaro alle sue vittime, interrompendone di fatto l’attività criminale.

LockBit, per chi non lo sapesse, è un tipo di software dannoso noto come ransomware, che fa parte di una categoria più ampia di malware usati per estorcere denaro alle vittime. Quando un computer o una rete viene infettato da LockBit, il ransomware cripta i file dell’utente, rendendoli inaccessibili. Gli attaccanti chiedono quindi un riscatto, solitamente in criptovaluta, in cambio della chiave di decrittazione necessaria per recuperare l’accesso ai file crittografati.

Possiamo confermare che i servizi di LockBit sono stati interrotti a seguito dell’azione delle forze dell’ordine internazionali: si tratta di un’operazione in corso e in via di sviluppo”, c’è scritto sul sito dei cybercriminali, che risulta contrassegnato dai sigilli delle forze dell’ordine di buona parte dei paesi del mondo, dall’Australia alla Germania.

In particolare, sono stati rimossi 34 server nei Paesi Bassi, Germania, Finlandia, Francia, Svizzera, Australia, Stati Uniti e Regno Unito. Questi server sono ora sotto il controllo delle autorità, così come oltre 14.000 account che venivano utilizzati dal gruppo per esfiltrare dati o gestire l’infrastruttura di attacco.

La realizzazione del software di decriptazione

Analizzando il materiale sequestrato, gli investigatori hanno recuperato più di 1000 chiavi di decrittazione che hanno permesso di sviluppare uno strumento gratuito disponibile tramite il portale No More Ransom, per aiutare le vittime di LockBit 3.0 a ripristinare i file criptati senza spendere alcun soldo.

Avatar for Vito
CEO e fondatore del sito Chiccheinformatiche. Appassionato da anni all’informatica, è un programmatore esperto con la passione per le novità e gli aggiornamenti. Diplomato presso l’ITIS, vanta la realizzazione di software e applicazioni per computer e dispositivi mobili. Con una comprovata esperienza nell’ambito dei sistemi di rete, è esperto anche in hardware e installazioni di network. Oltre all’informatica ha un’altra grande passione, il calcio, che coltiva allenando una squadra di categoria dilettante con enormi soddisfazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

NOTA BENE: tutti i commenti che inserisci entrano a far parte di una coda di moderazione e quindi se non li vedi è del tutto normale. Devi aspettare che l'amministratore del sito li veda e li approvi (con relativa risposta). Per questo motivo si è pregati di inviare un solo commento per volta per non intasare il sito di commenti doppi. Tranquilli! Rispondiamo a tutti. Dateci solo il tempo :)

Notificami per e-mail

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.