L'Italia poco digitale: bocciata la legge "anti-fax"

Dopo le recenti notizie riguardanti il rinvio dell’inserimento di supporti digitali all’interno delle scuole, in un altro settore della pubblica amministrazione stenta a decollare la digitalizzazione delle comunicazioni.

L’emendamento ammazza fax, parte integrante del Decreto del Fare (DL 69/2013), proposto dal deputato del PD, Paolo Coppola, è stato energicamente respinto dal sottosegretario allo Sviluppo Economico Claudio De Vincenti.

In pratica, non solo l’Italia sembra non volersi proprio evolversi in senso digitale, ma pare rifiutare ogni tipo di progresso che nel resto di Europa è già attualizzato: la stessa resistenza fu mostrata anche sulle patenti e il cambiamento avvenne solo sotto minaccia di sanzioni.

Il nostro paese consuma ancora 11 milioni di tonnellate di carta anche per colpa della pubblica amministrazione: sebbene sia contemplato codice della amministrazione digitale del 2005 la trasmissione dei documenti in Italia non avviene quasi mai via mail, tant’è che la  posta elettronica nel 2013 non riesce ancora a sostituire il fax.

Ecco come Paolo Coppola, docente di informatica ed ex assessore all’innovazione nella città di Udine, ha commentato la bocciatura del suo emendamento: 

Sarà mai possibile che nel 2013 le pubbliche amministrazioni si scambino messaggi via fax?! Alla mia opposizione in commissione mi è stato risposto dal sottosegretario De Vincenti che l’altro giorno non funzionava l’email e meno male che avevano il fax altrimenti non avrebbero saputo come fare…




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