Liberi tutti di pubblicare articoli on line!

Dopo appena 8 anni, la sentenza emessa ai danni di Carlo Ruta è stata ritirata per insussistenza dei fatti: il bloggatore della pagina accaddeinsicilia.net era stato accusato dal Procuratore della Repubblica di Ragusa di stampa clandestina.

Il blog si era occupato delle ricostruzioni sul caso di Giovanni Spampinato, il giornalista ventiduenne che aveva portato alla luce un’inchiesta su un delitto della malavita e che fu ucciso nel 1972 dalla mafia. La condanna, giunta nel 2004, ai danni di Carlo Ruta aveva però creato un precedente: il blog era stato comparato alla stampa, e di conseguenza ogni sito internet  di informazione fu costretto ad effettuare la registrazione presso il Tribunale.

La sentenza fu poi riconfermata nel 2011 dalla Corte di Appello di Catania con una multa irrisoria di € 150; dopo un anno, durante il ricorso alla Corte di Cassazione, il bloggatore si è visto ritirare le accuse con le seguenti motivazioni: in primo luogo, blog e siti di informazione non possono essere considerati stampati e quindi non sottostanno all’articolo 1 della legge 47/48, inerente invece le riproduzioni tipografiche; inoltre i prodotti editoriali online vanno registrati, come previsto dalla legge n.62 del 2001, esclusivamente per usufruire degli incentivi economici predestinati all’editoria.

Sono state necessarie sentenze e ricorsi, 8 anni di duro lavoro per giudici e avvocati, ma alla fine il risultato conta: siamo liberi di pubblicare articoli e discussioni su Internet senza l’obbligo di registrarsi in tribunale.




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