Le multe auto non hanno più frontiere, arriveranno anche da altre nazioni

Conviene iniziare a non violere più le norme stradali quando si è all’estero, perché le Motorizzazioni europee stanno per attivare procedure telematiche di scambio dati. Prima o poi doveva accadere, ma adesso è matematico che sarà questione di poco tempo.

Questo è quanto, in sintesi, contiene il decreto che ha recepito in Italia la direttiva 2011/82/UE (2) “intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale“, e che ha uniformato un sistema fino ad oggi piuttosto frammentato (lo scambio dei dati dipendeva da accordi stipulati tra singoli Paesi e nella maggior parte dei casi una violazione in un’altra nazione corrispondeva alla ‘non violazione’)

Solo il Regno Unito, l’Irlanda e la Danimarca non sono vincolate dalla direttiva, non avendo voluto partecipare all’adozione della stessa.

Sono interessate le infrazioni, non contestate subito, che riguardano:

  1. eccesso di velocità
  2. mancato uso della cintura di sicurezza
  3. mancato arresto davanti al semaforo rosso
  4. guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti
  5. mancato uso del casco
  6. circolazione su corsia vietata
  7. uso indebito del telefono cellulare o di altri dispositivi di comunicazione durante la guida

La direttiva – spiega l’Aduc – prevede, una volta individuato l’ipotetico trasgressore, l’invio da parte dell’organo di polizia del Paese membro ove l’infrazione è stata commessa, di un’informativa scritta denominata “lettera di informazione”, contenente gli estremi dell’infrazione (articolo di legge violato, luogo data e ora di rilevazione), la descrizione dell’eventuale dispositivo utilizzato (per esempio per le multe di eccesso di velocità) e le sanzioni applicabili. Non solo. L’informativa – redatta nella lingua del Paese di immatricolazione del veicolo – contiene un questionario, il “Modulo di risposta” attraverso il quale l’interessato può eventualmente fare correzioni, comunicazioni od anche “contestare” l’infrazione – soprattutto in caso di errore di identificazione – rispondendo entro 60 giorni.

Che ne pensate?




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