Il tribunale di Tokyo ha ordinato a Google di sospendere la sua funzione di autocompletamento perché un uomo sostiene che si tratti di una violazione della privacy e ha perso il lavoro a causa di google. Stando al tribunale, l’uomo è stato licenziato perché Google completa automaticamente il suo nome con crimini che lui non ha commesso. Tutti sappiamo come funziona l’autocompletamento di Google: l’Instant Search automatico inserito nella casella di testo dedicata alla ricerca cerca di anticipare cosa volete scrivere e/o cercare riempiendo automaticamente il campo con le ricerche più comuni.
Sicuramente è una funzione molto utile ma forse realmente viola la privacy.
A quanto pare la persona che ha trascinato Google in tribunale, sostiene che la funzione di autocompletamento di Google gli rende difficile trovare un lavoro e gli sta rovinando la reputazione. Si tratta di un caso di omonimia. Pensate a tutti i casi di omonimia che possono verificarsi.
Avete mai provato a cercare il vostro nome? Non è che google inserisce qualcosa davanti al testo di compromettente? 🙂
Al momento Google non ha tolto la funzione perché sostiene che, essendo un’azienda statunitense, non è tenuta a cambiare policy per le leggi giapponesi.
Potrebbe accadere qualcosa di simile anche in italia?






