La Cina spia tutte le nostre comunicazioni?

Si tratta solo di sospetti, non esistono certezze: ma basta un dubbio per scatenare la paura e far correre l’America ai ripari.

Sotto la lente di ingrandimento del Pentagono due società di telecomunicazioni cinesi: Huawei e Zte. Negli ultimi anni le due aziende hanno conquistato il mercato mondiale, in una escalation da paura, favorite dal governo cinese nella crescita oltreconfine.

L’accusa è che le reti di telecomunicazione non siano sicure e che i cinesi le sfruttino per carpire i segreti militari e industriali dell’Occidente: non esistono prove concrete che i dispositivi venduti dalle due aziende siano utilizzati per lo spionaggio, ma le accuse e le motivazioni sono state elencate in un documento denominato  U.S.-China Economic and Security Review Commission.

Ad avallare le accuse americane, anche l’Australia che evita accuratamente ogni contatto commerciale con Huawei, impedendo, a marzo, la partecipazione alla gara d’appalto per la realizzazione della National Broadband Network,  la rete a banda larga nazionale. All’origine della diffidenza del governo australiano il sospetto che il produttore di apparati rete cinese sia in qualche modo legato al governo di Pechino, a sua volta nel mirino dei governi occidentali per il sospetto di terrorismo informatico e spionaggio industriale.

Ove mai le ipotesi diventassero certezze, assisteremmo ad una guerra fredda a colpi di cyber attacchi.




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