Negli ultimi giorni, su WhatsApp ha iniziato a circolare un messaggio allarmante riguardante un presunto file pericoloso dal nome “CARD Onde Sismiche”, collegato al terremoto in Marocco. Il testo mette in guardia gli utenti, sostenendo che aprire quel file provocherebbe l’hackeraggio del telefono in soli 10 secondi, un attacco definito “inarrestabile”. Ma si tratta, ancora una volta, di una bufala.
Il messaggio: “La CARD Onde Sismiche”, una tipica catena di Sant’Antonio
Il messaggio che gira recita:
“Stanno inviando alcune foto del terremoto in Marocco tramite Whatsapp. Il file si chiama CARD Onde Sismiche, non apritelo e non guardatelo, vi hackerà il telefono in 10 secondi e non può essere fermato in nessun modo. Fate girare!!!! NON APRIRLO. Lo hanno detto anche in televisione. Condividete.”
oppure:
Stanno inviando alcune foto del terremoto tramite Whatsapp. Il file si chiama CARD Onde Sismiche, non apritelo e non guardatelo, vi hackera il telefono in 10 secondi e non può essere fermato in nessun modo. Fate girare!!!!
Il tono è drammatico, urgente, e invita alla condivisione immediata. Un classico esempio di catena virale, priva però di ogni fondamento.
Le smentite ufficiali: nessun virus in circolazione
Siti autorevoli di fact-checking come Butac e Facta.news hanno indagato sul caso e chiarito che:
- Non esiste alcun file con questo nome collegato a contenuti malevoli.
- Nessuna emittente televisiva ha diffuso un avviso simile.
- Il messaggio ricalca lo schema tipico di molte bufale passate, solo con il tema aggiornato a un evento di forte impatto emotivo (in questo caso, il terremoto in Marocco).
Non ci sono riscontri tecnici né prove che dimostrino l’esistenza di un malware così potente, né che possa diffondersi semplicemente aprendo una foto o un file su WhatsApp.
Perché questi messaggi si diffondono?
Questo tipo di messaggi punta tutto sul panico e sulla rapidità di condivisione. Sfruttano la buona fede delle persone e la naturale propensione ad “avvertire gli altri”, soprattutto quando si parla di sicurezza e tecnologia. Ma sono pericolosi proprio perché disinformano, creando confusione e alimentando paure infondate.
Cosa fare se lo ricevi?
- Non condividerlo: evitare di alimentare la catena è il primo passo per fermarla.
- Segnala il messaggio su WhatsApp, così da contribuire alla sua rimozione.
- Verifica le informazioni sempre su fonti affidabili o siti di fact-checking prima di inoltrare qualcosa.












