Ipotesi super Imu sulle seconde case sfitte

Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto fiscale: l’Imu si pagherà a scelta in due o tre rate ma c’è un altra’ tassa ancora che potrebbe entrare in gioco!

A luglio, infatti, dopo il pagamento della prima rata dell’acconto, il governo effettuerà una verifica sul gettito della tassa e se dovesse mancare qualcosa per far quadrare i conti di quest’anno, come sembra probabile, potrebbe intervenire di nuovo sulle aliquote.

E se necessario lo farebbe, secondo l’orientamento che è maturato anche nel confronto con i sindaci, penalizzando i possessori di seconde e terze case lasciate sfitte.

Che l’appartamento sia affittato o meno, oggi, ai fini dell’Imu non cambia nulla. L’aliquota resta quella delle seconde case, lo 0,76% che i sindaci possono aumentare o diminuire di 0,3 punti percentuali. La tassa può dunque oscillare tra lo 0,46 e l’1,06% e tra i pochi Comuni che hanno già deciso il livello delle aliquote alcuni, importanti, come Firenze, hanno già deciso di applicare sulle seconde case che siano sfitte l’aliquota più alta. Del resto tassare le seconde e terze case, libere o affittate che siano, molto spesso per i sindaci significa tassare cittadini residenti in altri Comuni, quindi non loro elettori.

Il ritocco delle aliquote si renderebbe necessario se davvero, come sostengono i sindaci, il gettito della prima rata da pagare entro il 18 giugno, facesse emergere un buco nei conti del 2012 che il governo non può sforare senza mettere a rischio l’obiettivo del pareggio di bilancio l’anno prossimo.

E la possibilità c’è, perché i dati raccolti dall’Associazione dei Comuni con i questionari inviati ai sindaci, denotano uno scarto di un certo rilievo tra il gettito stimato dall’esecutivo (21 miliardi di euro, 10 ai Comuni e 11 destinati all’erario, quindi alla riduzione del deficit pubblico dello Stato) e quello previsto dai Comuni nelle loro stime.

Lo stesso gettito è previsto e già messo in conto nel bilancio cruciale del 2013, quello del pareggio. Le ipotesi che il governo possa rinunciare alla tassa, che il Pdl vorrebbe una tantum per il solo 2012, è dunque altamente improbabile. Del resto il governo e i sindaci stanno già discutendo, dopo la confusione dell’Imu «sperimentale» del 2012, che assetto dare, a regime, alla nuova imposta. E qualche punto fermo c’è già, come l’ipotesi che tutto il gettito finisca nelle casse dei Comuni, magari destinandone una quota al finanziamento del Fondo di riequilibrio territoriale, o la revisione del meccanismo delle detrazioni per i figli a carico, che con il riordino dei 720 sconti fiscali previsti dall’ordinamento, potrebbero essere ricondotte all’Inps e concesse in forma diretta.

All’Imu, in ogni caso, è stato agganciato anche il tributo di scopo che dal 2007 i Comuni possono introdurre per finanziare opere pubbliche, altra novità introdotta dal decreto che, tra le altre cose, prevede lo slittamento al primo luglio dello stop al pagamento di stipendi e pensioni sopra i mille euro in contanti.

Il decreto introduce anche il meccanismo dell’asta libera per l’assegnazione delle frequenze tv, prevede nuove norme per la cessione alle banche dei crediti vantati dalle imprese verso lo Stato, aumenta le tasse sui biglietti dei traghetti e gli aerotaxi, mentre le elimina sulle borse di studio e le riduce alle piccole imprese, con un taglio delle accise sull’energia.

Vi ricordiamo alcune tecniche per il calcolo imu:

link1

link2

link3

via




Reply