Apple potrebbe essere pronta a cambiare in modo profondo la strategia degli iPhone base. Secondo il leaker cinese Fixed Focus Digital, iPhone 18 e iPhone 18e non solo sarebbero realizzati con lo stesso processo produttivo, ma potrebbero persino condividere alcuni componenti. Un’ipotesi che, se confermata, segnerebbe un ulteriore avvicinamento tra il modello standard e quello più economico. La notizia arriva in un momento delicato per l’intera filiera tecnologica, alle prese con una crisi della RAM che sta spingendo i costi verso l’alto e costringendo molti produttori a rivedere i propri piani. Per Apple, questo scenario potrebbe tradursi in una scelta semplice ma non indolore: rendere l’iPhone 18 più vicino all’18e per contenere le spese, anche a costo di ridurre parte della distinzione tra le due versioni.
Crisi della RAM e iPhone 18: perché Apple può cambiare rotta
Le indiscrezioni indicano che l’iPhone 18 base dovrebbe arrivare con 12 GB di RAM, chip A20, doppia fotocamera posteriore e display ProMotion da 6,3 pollici con Dynamic Island. L’iPhone 18e, invece, resterebbe più essenziale: 8 GB di RAM, una versione meno potente del chip A20, singola fotocamera posteriore, pannello da 6,1 pollici con notch e senza ProMotion.
Le differenze, quindi, resterebbero visibili, ma meno marcate rispetto al passato. Ed è proprio qui che si inserisce la possibile strategia di Apple: se il costo dei componenti aumenta, soprattutto quello della memoria, il modo più immediato per proteggere i margini è semplificare il modello base. In altre parole, l’iPhone 18 potrebbe perdere parte della sua identità “premium accessibile” per avvicinarsi a una logica più prudente e più industriale.
Secondo Fixed Focus Digital, Apple starebbe anche valutando di ridimensionare schermo e processore dell’iPhone 18 per tenere sotto controllo il prezzo finale. Una mossa comprensibile sul piano economico, ma potenzialmente rischiosa sul fronte commerciale: se il modello base assomiglia troppo all’18e, diventa più difficile giustificare la differenza di prezzo agli occhi degli utenti.
Un divario più sottile tra modello base ed economico
La nuova impostazione avrebbe un effetto evidente sulla gamma: iPhone 18 e iPhone 18e risulterebbero più simili, almeno per costruzione e componentistica, mentre a separarli resterebbero soprattutto alcuni elementi chiave come ProMotion, la seconda fotocamera, Dynamic Island e la quantità di RAM. È un cambio di filosofia non banale, perché per anni Apple ha cercato di mantenere una distanza chiara tra le varie fasce della propria offerta.
In questo caso, però, la pressione esterna sta cambiando le regole del gioco. La carenza globale di memoria non riguarda solo Apple: i produttori riescono a coprire appena il 60% della domanda, mentre molte nuove fabbriche sono concentrate sulla produzione di HBM destinata all’intelligenza artificiale. Il risultato è una tensione destinata a durare, con effetti che potrebbero arrivare fino al 2030. Anche altri brand, come Google, starebbero valutando scelte più conservative per i propri smartphone di prossima generazione.
Il nuovo calendario di lancio di Apple
Le indiscrezioni di Fixed Focus Digital non si fermano alle specifiche. Il leaker rilancia anche l’ipotesi di un nuovo calendario per iPhone: i modelli Pro, Pro Max e il pieghevole verrebbero presentati in autunno, tra settembre e ottobre, mentre iPhone 18 e iPhone 18e slitterebbero alla primavera del 2027. Se confermato, sarebbe un cambiamento importante per Apple, che dividerebbe la lineup in due momenti distinti dell’anno.
Per gli utenti, questo significherebbe una gamma più sfumata ma anche un mercato meno lineare. I modelli di punta resterebbero protagonisti dell’autunno, mentre i dispositivi base arriverebbero più tardi, con un posizionamento pensato per assorbire meglio i costi e distribuire in modo diverso l’offerta. La buona notizia è che i telefoni potrebbero somigliarsi di più. La cattiva è che, almeno per ora, non sembra previsto alcuno sconto.











