Il presidente di Asus ha lanciato il nuovo Zenfone 6: “Puntiamo alla qualità dell’innovazione non al volume di mercato”.
Innovazione, non mass market. Questa la filosofia di Asus, il colosso della tecnologia che da Taiwan produce computer, smartphone, schede madri, lettori ottici e tutto ciò che di computerizzato e digitale potete pensare. Sviluppo e modernità, queste le sue parole d’ordine, per differenziarsi dall’approccio cinese e per stringere importanti legami con altri colossi: Intel e Microsoft, ma anche Qualcomm e Google.
L’artefice di questo successo risponde al nome di Jonney Shih, presidente di Asus dal 2003, leader vero, capo carismatico dell’azienda. È tra gli artefici della rivoluzione del netbook, quando nel 2006 ha lanciato l’Eee Pc. Ma allo stesso tempo è un visionario e un uomo normale: di lui dicono che, quando è in viaggio di lavoro, rifiuti qualsiasi suite o camera da lusso, per dormire in stanze normalissime. Piccoli ingredienti di un uomo straordinario, che sta guidando Asus verso il futuro.
Il prossimo passo, infatti, è Zenfone 6, serie di smartphone che, secondo lui, dovrebbe aprire le porte all’intelligence machine, una tecnologia già sperimentata con successo nelle slot machine online.
Quando siamo entrati nel mondo del mobile – ha spiegato al margine di un’intervista Shih – abbiamo subito pensato all’innovazione, guardiamo il primo Padfone, dopo qualche anno abbiamo pensato a come renderli più economici. Il motivo per cui adesso abbiamo cambiato marcia è legato al momento, sono convinto sia quello giusto per tornare indietro e ritrovare la vera anima di Asus.
Al centro di Zenfone 6 c’è la consapevolezza di come lo smartphone, nell’immediato futuro, diventerà il dispositivo più importante della nostra vita, dell’era cloud, dell’intelligenza artificiale e del 3D sensing.
Avvicinarsi alla clientela, rispondere alle esigenze di qualsiasi persona. Sotto quest’ottica si deve leggere il cosiddetto “lusso potenziante”, una filosofia che per Jonney Shih deve offrire ai consumatori tutto ciò di cui hanno bisogno. E Zenfone 6 e quanto di più alto si possa immaginare: fotocamera “ribaltabile”, sensore da 48 megapixel, batteria da 5.000 mAh da due giorni di autonomia.
Puntiamo ad un business sostenibile, ad una crescita organica, senza voler raggiungere il market share. È un percorso difficile ma è la nostra strategia, ha spiegato invece Fabio Capocchi, General Manager Mobile a livello Emea della società: Asus ha infatti abbandonato la ricerca dei volumi, per concentrarsi sulla produzione di materiali unici, altamente definiti, dalle funzionalità innovative.







